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15 Maggio 2026
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Chiesto il processo per Bandecchi, evasione da 13 milioni: “Trasformò Unicusano in macchina di profitto”

Il sindaco di Terni accusato come amministratore di fatto dell'università telematica. Secondo la procura di Roma l’ateneo avrebbe eluso le imposte tra il 2018 e il 2022

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La procura della Repubblica di Roma ha formalmente chiesto il rinvio a giudizio per Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e fondatore dell’università telematica Niccolò Cusano, con l’accusa di evasione fiscale per oltre 13 milioni di euro. I fatti contestati si sarebbero verificati nel periodo compreso tra il 2018 e il 2022, durante la sua gestione da amministratore unico di fatto dell’ateneo.

Le accuse: “Elusi elementi imponibili per milioni”

Come riportato dal Corriere della Sera, gli inquirenti contestano a Bandecchi, e ad altri tre imputati, un sistema fiscale che avrebbe sottratto al fisco milioni di euro. Secondo la ricostruzione della procura, già nel 2018 nella dichiarazione Ires relativa all’anno d’imposta 2016 non sarebbero stati dichiarati circa 10 milioni di euro di imponibile, per un’evasione pari a oltre 2,3 milioni.

Lo schema si sarebbe ripetuto negli anni successivi fino al 2022, contribuendo a trasformare , secondo l’accusa, Unicusano da ateneo a vera e propria holding commerciale, con il progressivo abbandono delle finalità formative e sociali a favore della ricerca di profitto, almeno a partire dal 2011.

Chi sono gli altri indagati

Oltre a Bandecchi, la richiesta di rinvio a giudizio coinvolge Giovanni Puoti, Fabio Stefanelli e Stefano Ranucci, tutti con ruoli di vertice all’interno dell’università. Le ipotesi di reato riguardano varie annualità e condotte societarie.

La replica di Bandecchi: “Non sarò mai rinviato a giudizio”

Non si è fatta attendere la reazione del diretto interessato. In una dichiarazione rilasciata all’Ansa, Bandecchi ha commentato: “Sono felice che sia uscita questa notizia, vuol dire che questa campagna elettorale è importante”, riferendosi alle imminenti elezioni regionali in Umbria.

Poi ha aggiunto: “Sono contento per due motivi: ho risparmiato 96 milioni e credo che non sarò mai rinviato a giudizio. E se lo fossi, vincerò io”. Un commento che intreccia la vicenda giudiziaria con la corsa elettorale, nella quale il suo partito punta a giocare un ruolo significativo.

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