La politica di accoglienza tedesca registra un deciso cambio di rotta. Il governo di Berlino ha annunciato la ripresa dei trasferimenti dei richiedenti asilo verso i Paesi di primo ingresso nell’Unione Europea, a partire dall’Italia. Una decisione che riapre una questione complessa sul fronte della gestione comunitaria dei flussi migratori e mette sotto pressione i rapporti istituzionali anche sull’asse Roma-Berlino, dopo le recenti tensioni tra Roma e Madrid.
La stretta di Berlino e l’applicazione del Regolamento di Dublino
La svolta tedesca punta a ripristinare pienamente le norme stabilite dal Regolamento di Dublino, secondo cui la responsabilità di valutare la richiesta d’asilo spetta al primo Stato membro Ue in cui il migrante ha fatto ingresso e registrato le proprie impronte. Negli ultimi anni i trasferimenti verso l’Italia erano stati di fatto congelati o ridotti al minimo. Ora il Ministero dell’Interno tedesco ha segnalato la riattivazione delle procedure di retta presa in carico, motivando la misura con la necessità di contrastare i movimenti secondari all’interno dello spazio europeo.
Il primo provvedimento
Il segnale operativo del nuovo corso è già fissato nei dettagli logistici. Il primo trasferimento programmato riguarda una cittadina somala di 22 anni, entrata nell’Unione Europea attraverso le coste italiane per poi raggiungere il territorio tedesco. Dopo la notifica alle autorità italiane, le istituzioni di Berlino hanno considerato la procedura formalmente accettata. La riconsegna della giovane segnerà la riapertura di un meccanismo che la Germania intende ora applicare in maniera sistematica e continuativa nei confronti di chi ha attraversato la rotta del Mediterraneo centrale.












