26 Agosto 2026
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Facebook e Instagram nel mirino per la dipendenza dei minori: Meta paga 16,7 miliardi

Sotto la lente le modalità con cui le piattaforme sarebbero state progettate per favorire la dipendenza dei minori. Previsti anche nuovi limiti per gli adolescenti

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Meta ha raggiunto un accordo extragiudiziale con diversi Stati degli Stati Uniti nell’ambito della causa che accusa il gruppo californiano di aver favorito la dipendenza dei minori dai social network. L’intesa prevede un esborso complessivo di 16,7 miliardi di dollari. L’accordo, contenuto in un documento depositato agli atti nella giornata di mercoledì, dovrà ora essere ratificato da un giudice federale di Oakland, in California.

La vicenda giudiziaria riguarda in particolare il modo in cui Facebook e Instagram sono stati sviluppati e configurati, con le autorità americane che contestano a Meta di avere adottato caratteristiche potenzialmente in grado di favorire un utilizzo compulsivo delle piattaforme da parte degli utenti più giovani.

Nuove restrizioni per gli adolescenti

Oltre al pagamento previsto dall’accordo, Meta ha accettato di introdurre modifiche significative ai propri prodotti destinati ai minori. Tra le misure annunciate figura il blocco di Facebook e Instagram per gli adolescenti durante le ore notturne. È inoltre previsto un limite complessivo di due ore al giorno per l’utilizzo delle applicazioni.

L’obiettivo delle nuove impostazioni è ridurre il tempo trascorso sulle piattaforme e intervenire sulle modalità di utilizzo dei social da parte degli utenti più giovani.

La causa contro Meta

L’intesa rappresenta un passaggio rilevante nel contenzioso aperto negli Stati Uniti nei confronti della società madre di Facebook e Instagram. Le accuse riguardano, in particolare, il presunto impatto delle piattaforme sulla salute e sulle abitudini dei minori e l’adozione di funzionalità ritenute capaci di incentivare un utilizzo prolungato dei social.

Il maxi accordo raggiunto con gli Stati americani dovrà adesso superare l’ultimo passaggio davanti al giudice federale di Oakland, chiamato a pronunciarsi sulla sua ratifica.

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