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22 Maggio 2026
22 Maggio 2026
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Sanità in Calabria, il centrodestra punta al rilancio degli ospedali montani

Una proposta di legge per garantire equità territoriale e assistenza nelle aree interne e nei comuni più fragili

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La maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale scende in campo per tutelare il diritto alla salute nelle aree più fragili della Calabria.
È stata presentata una proposta di legge finalizzata a garantire l’effettività del diritto alla salute e l’equità territoriale nell’accesso ai servizi sanitari, concentrando l’attenzione sui territori montani e sulle aree interne caratterizzate da particolari difficoltà di collegamento.

I presidi strategici nel mirino

La proposta, che vede come primo firmatario il consigliere Domenico Giannetta (Forza Italia), sottoscritta anche da esponenti di FdI, Lega, Noi Moderati e dalla lista Occhiuto Presidente, punta al potenziamento funzionale di strutture chiave.
“La normativa non introduce nuovi assetti ospedalieri, ma promuove il mantenimento e il rafforzamento funzionale” dei presidi già esistenti, si legge nella relazione illustrativa. Tra le strutture interessate figurano gli ospedali di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno, Soveria Mannelli, Oppido Mamertina e lo stabilimento di Rogliano.

Cooperazione e modelli innovativi

L’obiettivo è superare le criticità strutturali accumulate negli anni a causa dei piani di rientro, introducendo un modello organizzativo più agile.
La Pdl punta infatti su una “cooperazione tra Aziende sanitarie, integrazione delle reti cliniche e utilizzo condiviso delle tecnologie”, il tutto nel pieno rispetto dei princìpi di appropriatezza e sicurezza delle cure.

Nessun nuovo onere per la Regione

La proposta, ora all’esame della terza commissione consiliare per il merito e della seconda per il parere finanziario, è stata concepita con un occhio di riguardo ai conti pubblici.
Secondo quanto dichiarato dai promotori, l’attuazione di questo nuovo modello organizzativo non comporterà nuovi oneri per il bilancio della Regione, rendendo l’operazione sostenibile oltre che necessaria per colmare il divario tra i grandi centri e le aree interne.

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