× Sponsor
17 Febbraio 2026
5.2 C
Calabria
spot_img

Giro di vite sulla sicurezza delle infrastrutture strategiche: droni, intelligenza artificiale e pattuglie congiunte

Scatta il piano per blindare l’Alta Velocità dopo i sabotaggi di qualche giorno addietro. L’obiettivo è prevenire nuovi atti ostili e garantire la piena operatività della rete

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Un piano articolato che punta su tecnologia avanzata, presidio costante del territorio e rafforzamento delle barriere fisiche. È la risposta istituzionale ai recenti episodi di danneggiamento che hanno colpito alcune infrastrutture ferroviarie strategiche del Paese.

Le misure sono state esaminate nel corso di una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che ha acceso i riflettori sulla necessità di innalzare ulteriormente il livello di protezione lungo la rete ferroviaria, in particolare quella dell’Alta Velocità.

Tecnologia e controllo: droni e IA in prima linea

Tra le soluzioni allo studio spicca l’impiego sistematico di droni per il monitoraggio delle aree sensibili, soprattutto nei tratti più esposti a intrusioni o sabotaggi. I velivoli senza pilota consentirebbero un controllo dinamico e in tempo reale, coprendo ampie porzioni di territorio difficilmente sorvegliabili con i soli mezzi tradizionali.

Parallelamente, è previsto il rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza, anche attraverso l’integrazione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo è migliorare la capacità di rilevare comportamenti anomali, movimenti sospetti o accessi non autorizzati, riducendo i tempi di intervento.

“Stiamo lavorando per rendere le infrastrutture sempre più resilienti, attraverso l’uso delle migliori tecnologie disponibili”, è stato sottolineato nel corso dell’incontro.

Pattuglie congiunte e presidio fisico

Accanto all’innovazione tecnologica, il piano prevede un rafforzamento del presidio umano. In particolare, si punta su pattuglie congiunte tra FS Security e Forze dell’ordine, con controlli mirati nelle aree considerate più vulnerabili.

“Il coordinamento operativo tra pubblico e privato rappresenta un elemento decisivo per garantire una risposta tempestiva ed efficace”, è stato evidenziato da fonti presenti al tavolo.

Il modello punta a integrare competenze e risorse, creando una rete di sicurezza più capillare lungo l’intera infrastruttura ferroviaria.

Barriere e recinzioni lungo la rete strategica

Non solo tecnologia e pattugliamenti: tra le misure analizzate figura anche l’estensione delle recinzioni nei punti ritenuti più sensibili, in particolare lungo le tratte dell’Alta Velocità e nelle aree di snodo strategiche.

L’intervento mira a rendere più complesso l’accesso non autorizzato ai binari e agli impianti tecnici, rafforzando la protezione fisica delle infrastrutture considerate essenziali per la mobilità nazionale.

Una risposta ai recenti sabotaggi

Le iniziative arrivano dopo episodi di danneggiamento che hanno acceso l’allarme sulla vulnerabilità di alcune tratte ferroviarie. Il rafforzamento della sicurezza si inserisce in un quadro più ampio di tutela delle infrastrutture critiche, ritenute fondamentali per la continuità dei servizi e la stabilità del sistema Paese. “L’obiettivo è prevenire nuovi atti ostili e garantire la piena operatività della rete”, è stato ribadito, con l’impegno a monitorare costantemente l’evoluzione del rischio.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE