Bombe carta imbottite di chiodi, molotov, catapulte per pietre e jammer per oscurare le frequenze radio: Torino si risveglia con i segni di una guerriglia urbana che ha lasciato sul campo 29 appartenenti alle forze dell’ordine feriti. La cronaca degli scontri nati dalla manifestazione pro Askatasuna registra almeno due arresti e tre denunce a piede libero, al termine di una giornata in cui la Questura ha identificato circa dieci sospetti.
Il bollettino dei feriti e la visita della Premier
All’ospedale Molinette, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato in mattinata i due agenti ricoverati. Tra loro, un 29enne del reparto mobile di Padova colpito duramente durante le cariche. Il direttore sanitario Antonio Scarmozzino ha confermato le dimissioni previste in giornata: “Entrambi hanno un trauma cranico non commotivo. Sono coscienti e vigili. Uno dei pazienti, quando è arrivato qui, presentava anche una ferita da taglio a una coscia, provocata da un corpo contundente che potrebbe essere un martello”. Anche l’operatore trasferito al Cto lascerà la struttura nelle prossime ore.
Lo scontro politico: tra cauzioni e terrorismo
Il clima politico si infiamma. Matteo Salvini invoca tolleranza zero e rilancia la proposta della Lega: “I gravissimi scontri di Torino impongono alcune scelte: nessuna tolleranza con i violenti, subito il nuovo pacchetto sicurezza che prevede più tutele alle Forze dell’Ordine, e soprattutto l’obbligo di una cauzione per chi scende in piazza come proposto dalla Lega. Manifestare è legittimo, sfasciare le città e picchiare poliziotti no!”.
Ancora più duro il Ministro della Difesa Guido Crosetto, che dopo aver visitato il Comando Provinciale dei Carabinieri ha paragonato l’organizzazione dei manifestanti a una struttura paramilitare. Su X, Crosetto ha alzato il tiro del dibattito nazionale: “Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve. Non un Governo ma lo Stato. Supportarli, accettarli, giustificarli, cercare di sminuire é, a mio avviso, inaccettabile. Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come “compagni che sbagliano”. Il giudizio di fronte a questi fatti deve vederci tutti uniti come lo furono le forze politiche negli anni del terrorismo. Non è in gioco una parte politica ma la Repubblica Italiana”.
L’arsenale della rivolta
Il Ministro ha descritto una scena di guerra: oltre mille persone organizzate in blocchi, dotate di scudi, maschere antigas e spranghe di ferro. Un’organizzazione che, secondo il Governo, punta direttamente al cuore delle istituzioni, imponendo una risposta compatta che superi le divisioni di schieramento per proteggere la stabilità della Repubblica.








