20 Agosto 2026
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Israele, nuova presa di posizione dell’Italia: “Stop ai piani per gli insediamenti in Cisgiordania”

Roma insieme a Parigi, Berlino e Londra contesta i bandi per il progetto E1 e invita le imprese a non partecipare

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Francia, Germania, Italia e Regno Unito prendono posizione contro i nuovi piani israeliani relativi agli insediamenti in Cisgiordania.

In una nota congiunta, i quattro governi definiscono “inaccettabile” la decisione di pubblicare bandi di gara per la costruzione nell’ambito del progetto E1, area strategica per la continuità territoriale dei territori palestinesi. Secondo i quattro Paesi, la realizzazione dell’insediamento rischierebbe di creare una vera e propria frattura nella Cisgiordania, compromettendo ulteriormente la possibilità di arrivare alla soluzione dei due Stati.

“Gli insediamenti sono illegali secondo il diritto internazionale”

La dichiarazione ribadisce anche la posizione dei quattro governi sul quadro giuridico internazionale. “Il diritto internazionale stabilisce chiaramente che gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. Questa è la posizione della comunità internazionale”, si legge nella nota, che richiama anche le precedenti prese di posizione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Francia, Germania, Italia e Regno Unito sottolineano quindi che l’espansione degli insediamenti rappresenta un ostacolo alla prospettiva di una pace duratura nella regione.

L’appello a fermare immediatamente i piani

La preoccupazione dei quattro Paesi viene collegata anche alla situazione attuale della Cisgiordania, descritta nella nota come caratterizzata da una forte instabilità.

I governi fanno riferimento ai livelli di violenza dei coloni contro i civili e alle pesanti restrizioni che gravano sull’economia palestinese. “In un momento di grave instabilità in Cisgiordania”, si legge nella dichiarazione, la decisione israeliana “desta ancora maggiore preoccupazione”. Da qui l’appello diretto al governo israeliano: “Esortiamo il governo di Israele a revocare immediatamente questi piani e a porre fine all’espansione degli insediamenti in Cisgiordania”.

Secondo i quattro Paesi, iniziative di questo tipo “non solo ci allontanano dalla pace, ma minano ulteriormente la reputazione internazionale di Israele”.

“Le imprese non partecipino ai bandi”

La presa di posizione coinvolge anche le imprese interessate ai bandi relativi al progetto E1. “Le imprese non dovrebbero prendere in considerazione la partecipazione a questi bandi di gara”, affermano Francia, Germania, Italia e Regno Unito, invitando le società a valutare le possibili conseguenze legali e reputazionali.

Nella nota viene richiamato anche il rischio che le aziende possano essere considerate complici di gravi violazioni del diritto internazionale.

L’obiettivo resta la soluzione a due Stati

Nonostante le divergenze e le tensioni, i quattro Paesi ribadiscono il proprio sostegno a una soluzione politica del conflitto israelo-palestinese. “Ribadiamo il nostro impegno a favore di una pace globale, giusta e duratura, basata sulla soluzione a due Stati”, conclude la dichiarazione congiunta.

Francia, Germania, Italia e Regno Unito assicurano infine che continueranno a lavorare in questa direzione, chiedendo a Israele di interrompere le iniziative considerate incompatibili con la prospettiva di una soluzione a due Stati.

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