Un video pubblicato sui social network dal presidente del Senato Ignazio La Russa ha riacceso il dibattito sul neofascismo e sulla memoria storica della Repubblica. Nel filmato, accompagnato da una musica di pianoforte, La Russa commemora la nascita del Movimento Sociale Italiano, fondato nel 1946 come erede politico dell’esperienza fascista.
Nel racconto del presidente del Senato, i fondatori del Msi vengono descritti come uomini “sconfitti dalla storia e dalla guerra” che però non si sarebbero arresi, scegliendo di accettare il sistema democratico e di fondare un nuovo partito. Una narrazione che insiste sulla parola d’ordine storica del Msi: “Non rinnegare, non restaurare”.
La fiamma tricolore e il concetto di “continuità”
Nel video La Russa dedica ampio spazio alla fiamma tricolore, simbolo del Msi e oggi ancora presente nel logo di Fratelli d’Italia. Per il presidente del Senato, la fiamma rappresenterebbe un simbolo di continuità, ma anche di amore, resilienza e capacità di guardare al futuro “senza dimenticare la storia”.
Parole che hanno immediatamente sollevato forti reazioni politiche, soprattutto per il ruolo istituzionale ricoperto da La Russa, seconda carica dello Stato.
L’ira dell’ANPI: “Uno sfregio alla memoria della Resistenza”
Durissima la replica dell’ANPI, che parla apertamente di apologia. Il presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo definisce il video “offensivo e inconcepibile”, accusando La Russa di ostentare una vicinanza affettuosa agli eredi del fascismo repubblichino.
Secondo l’ANPI, definire la fiamma tricolore un simbolo d’amore rappresenta uno sfregio alla memoria dei partigiani e delle vittime della dittatura. Pagliarulo richiama anche una data simbolica: l’anniversario della fucilazione dei Fratelli Cervi, uccisi dai fascisti della Repubblica di Salò.
Pd e Avs all’attacco: “Nostalgia orgogliosa”
Alla protesta dell’ANPI si uniscono Partito Democratico e Alleanza Verdi-Sinistra. Per il deputato dem Federico Fornaro, La Russa avrebbe perso “un’occasione per raccontare la storia in modo corretto”, ricordando che molti reduci di Salò non guardavano affatto al futuro e che, inizialmente, alcuni fascisti furono persino esclusi dal Msi.
Fornaro accusa il presidente del Senato di mantenere una “postura orgogliosamente nostalgica” e di non aver mai reciso il cordone ombelicale con il fascismo repubblichino.
Ancora più netta la posizione di Avs: il deputato Filippo Zaratti parla di una gravissima esaltazione di un partito che avrebbe rappresentato “il cuore nero della Repubblica” e invita La Russa a rispettare lo spirito antifascista della Costituzione, nata dalla lotta partigiana.









