26 Giugno 2026
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A Catanzaro il “Sudario Palestinese”: sulla spiaggia i nomi di oltre 18mila bambini morti a Gaza

Un enorme telo bianco lungo 25 metri è stato esposto sul lungomare di Catanzaro Lido con i nomi di 18.457 bambini palestinesi morti nella guerra a Gaza

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Un nome dopo l’altro, fino a riempire un enorme lenzuolo bianco che sembra non finire mai. Sul lungomare del quartiere Lido di Catanzaro e poi sulla spiaggia è stato esposto il Sudario Palestinese, installazione collettiva nata per ricordare i bambini morti nella guerra a Gaza e restituire identità a vittime spesso ridotte a semplici numeri. Il telo misura circa 25 metri di lunghezza e oltre sette metri di larghezza.

Oltre 18mila nomi di bambini morti a Gaza

Sul sudario sono riportati i nomi di 18.457 bambini palestinesi, quelli ufficialmente censiti dal ministero della Salute di Gaza tra il 7 ottobre 2023 e il 31 luglio 2025. Accanto a ogni nome compare anche l’età delle vittime: la sigla “A” indica gli anni, “M” i mesi e “G” i giorni di vita. Tra i dati più drammatici, anche quello dei neonati morti poche ore dopo la nascita.

“Non dimenticare un solo nome”

L’iniziativa è stata ideata da Ivan Marin, referente dell’associazione Carnia per la Pace, con l’obiettivo di trasformare le statistiche del conflitto in storie umane. “Continuavo a sentire parlare di migliaia di morti e di bambini uccisi – ha spiegato – ma quei numeri sembravano diventare qualcosa di astratto. Così è nata l’idea di scrivere uno per uno tutti i loro nomi”. Il grande telo si apre con la frase “Non dimenticare un solo nome”, tratta dal libro Sudario della giornalista Paola Caridi, madrina dell’iniziativa.

L’opera collettiva e il messaggio di pace

Alla realizzazione del Sudario hanno partecipato decine di volontari. Ogni esposizione è accompagnata dalla lettura di alcuni brani del libro di Paola Caridi, trasformando il momento in un’occasione di riflessione pubblica sul conflitto, sulle vittime civili e sulla crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza. Secondo gli organizzatori, il progetto vuole mantenere viva la memoria delle vittime più fragili della guerra: i bambini.

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