L’intelligenza artificiale si sta sviluppando a un ritmo “esponenziale” e, senza adeguate misure di sicurezza, entro sei-dodici mesi potrebbe essere in grado di guidare uno sciame di agenti capaci di prendere il controllo dell’intera Internet. È l’allarme lanciato da Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, nel corso di un’intervista a Cbs News.
“Non credo di aver compreso appieno cosa avrebbe significato davvero un progresso così rapido”, ha ammesso il manager italoamericano.
“La crescita è esponenziale, dobbiamo rallentare”
Amodei ha descritto l’evoluzione dell’IA come una progressione continua e accelerata.
«Uno, poi due, poi quattro, poi otto, poi sedici, poi trentadue. Siamo sulla curva e questa sta iniziando a farsi ripida», ha spiegato.
Pur escludendo scenari di panico immediato, il fondatore di Anthropic ha ribadito la necessità di intervenire.
“Non significa che dobbiamo bloccare tutto, ma è un segnale d’allarme: dobbiamo rallentare”.
Servono nuove misure di sicurezza
Secondo Amodei, lo sviluppo della tecnologia procede più velocemente dei sistemi pensati per governarla.
Per questo ha invitato le aziende impegnate nello sviluppo dell’intelligenza artificiale ad adottare un approccio più prudente, sottolineando che la prevenzione dei rischi è ormai una priorità.
Nel post pubblicato sul blog di Anthropic, il manager ha illustrato un piano basato su tre direttrici: valutatori interni (embedded evaluators), coordinamento democratico e coordinamento globale, con l’obiettivo di gestire il ritmo di avanzamento della tecnologia.
Il sostegno di Musk e Altman
L’appello di Amodei ha trovato il sostegno di Elon Musk e Sam Altman, che hanno condiviso la necessità di rafforzare le misure di sicurezza mentre i modelli di IA diventano sempre più potenti.
Secondo il ceo di Anthropic, se sviluppata con le dovute cautele, l’intelligenza artificiale può rappresentare “l’ultimo di una lunga serie di miracoli tecnologici che hanno elevato e nobilitato l’umanità”. Allo stesso tempo, però, ha ricordato che una tecnologia di questa portata comporta rischi gravi che non possono essere sottovalutati.












