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29 Maggio 2026
29 Maggio 2026
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L’ex presidente Sarkozy va in prigione: rifiuta la cella singola, porterà due libri con sé

Dopo la condanna per finanziamenti illeciti, l’ex leader francese si prepara a trascorrere la sua prima notte in cella. Manifestazioni di solidarietà a Parigi

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È arrivato il giorno più difficile per Nicolas Sarkozy, ex presidente della Repubblica francese, che domani – 21 ottobre – farà il suo ingresso nel carcere parigino di La Santé per iniziare a scontare la condanna a cinque anni di reclusione inflitta per associazione a delinquere nell’ambito del caso sui presunti finanziamenti illeciti ricevuti da Muammar Gheddafi durante la campagna elettorale.

Secondo quanto riportato da Bfmtv, Sarkozy si presenterà alle 9.30 del mattino, seguendo lo stesso protocollo riservato a ogni detenuto. La sua cella, di circa undici metri quadrati, disporrà di una finestra sigillata, un piccolo televisore, ma niente telefono cellulare. L’ex presidente ha rifiutato la proposta di una cella singola in isolamento, scelta che l’amministrazione penitenziaria aveva suggerito per ragioni di sicurezza. Ha però annunciato che porterà con sé due libri: Il Conte di Montecristo in due volumi e La Vita di Gesù di Jean-Christian Petitfils.

Il gesto di Macron e la solidarietà dei figli

Nei giorni scorsi, Emmanuel Macron ha ricevuto Sarkozy all’Eliseo. L’incontro, svoltosi in forma riservata, è avvenuto quattro giorni prima dell’ingresso in carcere dell’ex capo di Stato, che in questi mesi ha sempre ribadito la propria innocenza e parlato di “giustizia a orologeria”.

A difendere il padre sono ora i figli, Louis e Pierre Sarkozy. Il primo ha diffuso sui social un video-appello in cui invita i cittadini a scendere in piazza nel XVI arrondissement di Parigi: “Venite tutti a esprimere il vostro sostegno a Nicolas Sarkozy”, ha detto, concludendo con la frase: “La fine della storia non è scritta”.

L’entourage dell’ex presidente ha spiegato a Bfmtv che non si tratta di una mobilitazione organizzata, ma di una spontanea ondata di emozione nata dopo la decisione, giudicata “senza precedenti”, di mandare in prigione un ex capo di Stato francese. Anche Pierre Sarkozy ha voluto esprimere pubblicamente il proprio affetto, scrivendo su Instagram: “Se la giustizia umana conoscesse il tuo cuore come lo conosco io, non so se resisterebbe alla visione del proprio riflesso”.

Una pagina inedita della storia francese

Il caso Sarkozy segna una svolta storica per la Francia: è la prima volta che un ex presidente viene effettivamente incarcerato. Dopo mesi di appelli e rinvii, la giustizia ha confermato la condanna, aprendo una fase che mescola diritto, memoria e tensione politica.

La manifestazione convocata dai figli e il clamore mediatico che accompagna la vicenda dimostrano quanto l’immagine di Sarkozy resti ancora centrale nella società francese, tra sostenitori che lo considerano un perseguitato e detrattori che parlano di un segnale di legalità. Domani, quando varcherà i cancelli di La Santé, Nicolas Sarkozy vivrà il momento più simbolico e controverso della sua carriera: l’uomo che per anni ha guidato la Francia, diventerà un detenuto come gli altri.

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