12 Agosto 2026
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Migranti, nuovo fronte Italia-Germania: Berlino prepara i trasferimenti verso Roma

Il governo tedesco conferma la linea sui cosiddetti "dublinanti". Tajani minimizza, Salvini alza il tono sulle Ong

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Il tema dei migranti e delle richieste d’asilo apre un nuovo fronte tra Italia e Germania. Berlino ha confermato l’intenzione di riprendere i trasferimenti verso l’Italia dei cosiddetti “dublinanti”, sulla base delle nuove regole europee entrate in vigore nel giugno 2026.

La questione riguarda i richiedenti asilo che, dopo essere arrivati in un primo Paese dell’Unione europea, si spostano successivamente in un altro Stato membro per presentare la domanda di protezione internazionale.

Il nuovo sistema europeo comune di asilo, noto come Geas, dovrebbe riportare in vigore anche nei rapporti con l’Italia i trasferimenti previsti dalle regole di Dublino.

Berlino: “Sorpresi dal clamore”

A confermare la posizione del governo tedesco è stata una portavoce del ministero dell’Interno di Berlino, che ha ridimensionato le polemiche emerse nelle ultime ore. “Siamo un po’ sorpresi dal clamore che si è creato, perché Germania e Italia collaborano bene da tempo sulla politica migratoria”, ha dichiarato la rappresentante tedesca.

Secondo Berlino, con l’entrata in vigore del nuovo sistema europeo comune di asilo, nel giugno 2026, i trasferimenti Dublino torneranno a essere effettuati anche verso l’Italia. La Germania richiama inoltre l’accordo bilaterale raggiunto con Roma nell’autunno del 2025, che avrebbe dovuto consentire la ripresa dell’applicazione delle regole europee sui trasferimenti.

Il nodo dei richiedenti arrivati prima del nuovo sistema

Resta però aperta una questione relativa ai richiedenti asilo arrivati in Germania prima dell’entrata in vigore del Geas.

Berlino ha riconosciuto l’esistenza di divergenze interpretative sui casi successivi alla metà di giugno e, soprattutto, su quelli precedenti all’entrata in vigore del nuovo sistema. “Abbiamo preso atto anche di queste divergenze”, ha spiegato la portavoce del ministero dell’Interno tedesco.

L’accordo bilaterale tra Italia e Germania, secondo la ricostruzione fornita da Berlino, riguarderebbe principalmente i casi successivi all’entrata in vigore del nuovo sistema europeo comune di asilo. Le situazioni precedenti resterebbero invece sostanzialmente fuori dal perimetro dell’intesa.

Il caso della giovane somala

Il primo caso destinato a riaccendere il confronto riguarda una cittadina somala di 22 anni, arrivata in Germania nel marzo scorso. Secondo le regole europee, la giovane avrebbe dovuto presentare la richiesta d’asilo in Italia, considerato il primo Paese dell’Unione europea raggiunto nel suo percorso. Il suo eventuale trasferimento in Italia rientrerebbe quindi nella disciplina dei cosiddetti dublinanti, categoria che comprende i richiedenti asilo registrati nel Paese di primo ingresso e successivamente trasferitisi in un altro Stato europeo.

Tajani: “Non credo che ci sia un problema”

Sul confronto con Berlino è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha cercato di ridimensionare la portata dello scontro. “Non credo che ci sia un problema”, ha dichiarato Tajani, sottolineando anche la questione delle navi Ong battenti bandiera tedesca che hanno effettuato sbarchi in Italia.

Il ministro ha quindi espresso la convinzione che possa essere trovato un equilibrio tra i due Paesi anche sul tema del trasferimento dei richiedenti asilo. “Non credo ci siano problemi per far rientrare i dublinanti in Germania”, ha aggiunto il leader di Forza Italia.

Salvini attacca le Ong tedesche

Di tono decisamente più duro le parole del ministro dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini, che ha legato la questione dei trasferimenti alla presenza nel Mediterraneo di navi Ong tedesche. “Invitiamo gli amici tedeschi a riportarsi in patria tutte le navi delle Ong tedesche che hanno preso l’Italia per un campo profughi”, ha affermato Salvini.

Il ministro ha quindi chiesto a Berlino di intervenire sulle organizzazioni che operano con bandiera tedesca prima di procedere con i trasferimenti dei richiedenti asilo verso l’Italia. “Prima di rimandarci indietro anche una sola persona, tolgano la bandiera tedesca a queste Ong che sostanzialmente fanno trasporto di esseri umani dal Nord Africa all’Italia”, ha dichiarato.

Salvini ha esteso la critica anche alla Spagna: “Lezioni da Madrid o da Berlino noi non ne prendiamo“, ha detto, invitando entrambi i Paesi a risolvere prima le rispettive questioni legate alla gestione dei flussi migratori.

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