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14 Giugno 2026
14 Giugno 2026
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Nuova tragedia a Minneapolis: agente federale uccide un infermiere. È scontro totale tra Trump e le autorità locali

Alex Jeffrey Pretti, 37 anni, è la seconda vittima degli agenti ICE in un mese. Mentre il governo parla di legittima difesa e "agenti patrioti", i video del New York Times e i testimoni descrivono l'esecuzione di un uomo disarmato che tentava di proteggere una donna.

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La tensione a Minneapolis ha raggiunto il punto di rottura dopo l’uccisione di Alex Jeffrey Pretti, infermiere di terapia intensiva presso il dipartimento per i veterani. L’incidente è avvenuto all’incrocio tra Nicollet Avenue e W 26th Street durante un’operazione mirata dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) contro un presunto ricercato.

Secondo la versione ufficiale fornita dalla Segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem e dalla portavoce Tricia McLaughlin, Pretti si sarebbe avvicinato agli agenti della Border Patrol armato di una Sig Sauer P320 calibro 9mm con l’intento di “massacrare le forze dell’ordine”. La difesa parla di “colpi difensivi” esplosi dopo una “resistenza violenta” del 37enne, trovato in possesso di due caricatori ma privo di documenti.

Tuttavia, le immagini analizzate dal New York Times e le testimonianze oculari offrono un resoconto diametralmente opposto. I video mostrano Pretti frapporsi tra un agente e una donna che stava venendo colpita con spray al peperoncino. In quel momento, l’infermiere impugnava solo un telefono cellulare. Un testimone anonimo, in una dichiarazione pubblicata dall’American Immigration Council, ha confermato: “Non l’ho visto con una pistola. L’hanno buttato a terra e hanno iniziato a sparargli”. Il Minnesota Star Tribune ha inoltre sollevato dubbi sull’arma mostrata dal Dipartimento sui social, notando che la P320 è la stessa in dotazione proprio agli agenti federali.

La vittima: un cittadino impegnato e senza precedenti

Alex Jeffrey Pretti, cittadino statunitense nato in Illinois e residente in Minnesota, era un uomo stimato e senza alcun precedente penale. Appassionato di natura e profondamente scosso dalla stretta sull’immigrazione imposta dall’amministrazione Trump, aveva già partecipato alle proteste per la morte di Renee Good, uccisa da agenti federali all’inizio di gennaio.

Suo padre, Michael Pretti, lo descrive come una persona che “si preoccupava profondamente degli altri” e che vedeva nella protesta un atto di solidarietà. Nonostante le raccomandazioni dei genitori di restare al sicuro, Alex è rimasto ucciso in quello che la famiglia definisce un atto basato su “ripugnanti menzogne governative”.

Scontro politico: Trump contro Walz e Frey

Il caso ha innescato una crisi istituzionale senza precedenti. Il Presidente Donald Trump, intervenendo su Truth, ha difeso l’operato dell’ICE definendo gli agenti “patrioti” e accusando il Sindaco Jacob Frey e il Governatore Tim Walz di incitare all’insurrezione. Dura la replica dei leader locali: Il Governatore Tim Walz ha definito l’operazione “nauseante”, chiedendo il ritiro immediato di migliaia di agenti “violenti e non addestrati” dal Minnesota. Il Sindaco Jacob Frey ha formalmente richiesto l’intervento della Guardia Nazionale per supportare la polizia locale e proteggere la città da eventuali distruzioni, rivolgendosi direttamente a Trump: “Quante altre vite devono essere perse prima che questa amministrazione si renda conto che una narrazione politica non è più importante dei valori americani?”.

Proteste nazionali e il dramma dei minori

Mentre Minneapolis è paralizzata da uno sciopero generale e da veglie spontanee sul luogo del delitto, la protesta si è estesa a Manhattan, dove centinaia di persone hanno marciato da Union Square al grido di “Abolire l’ICE”.

Ad alimentare il risentimento pubblico si aggiungono le notizie sulle pratiche di detenzione: il Guardian ha documentato il caso di una bambina di due anni, prelevata insieme al padre e deportata in un centro in Texas (lo stesso dove è detenuto un bimbo ecuadoregno di cinque anni) nonostante la diffida di un giudice. La piccola è stata successivamente rilasciata e affidata alla madre in Minnesota, mentre il padre resta in cella.

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