3 Settembre 2026
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Report, bufera in Rai: insulti a Salvo Sottile e scoppia anche il caso dei collaboratori non iscritti all’Albo

Il conduttore di "Ore 14" racconta di essere stato insultato da alcuni inviati di Report negli spazi di via Teulada: la Rai avvia verifiche interne. Intanto Unirai-Figec apre un altro fronte sulla redazione di Sigfrido Ranucci e solleva il caso di collaboratori che non risulterebbero iscritti all’Ordine dei giornalisti

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Una bufera tutta interna alla Rai, con al centro ancora una volta Report, il programma d’inchiesta condotto da Sigfrido Ranucci. Da una parte gli insulti che, secondo quanto riferito dal diretto interessato, sarebbero stati rivolti questa mattina al giornalista e conduttore Salvo Sottile negli spazi vicini alla sede Rai di via Teulada. Dall’altra, un fronte destinato a suscitare altre polemiche: quello aperto da Unirai-Figec sulla posizione professionale di alcuni collaboratori della trasmissione, con il sindacato che pone pubblicamente interrogativi sulla presenza nella squadra di Report di persone che non risulterebbero iscritte all’Albo dei giornalisti. Due vicende distinte, ma esplose nello stesso clima di fortissima tensione attorno alla trasmissione di Rai3.

Sottile: “Sono volate battutacce”. La Rai apre un’indagine interna

Secondo quanto raccontato dallo stesso Salvo Sottile, il conduttore si stava recando alla conferenza stampa di presentazione dei programmi “Ore 14” e “Ore 14 Sera”, in onda dalla prossima settimana su Rai2, quando avrebbe incrociato alcuni inviati di Report. In quella circostanza sarebbero volati insulti pesanti. Tra le espressioni riportate figurano “pezzo di m…”, “vai a fare in…” e “venduto”.

Sottile ha confermato ai cronisti di essere stato bersaglio delle offese e sulla vicenda la Rai avrebbe già avviato verifiche interne per ricostruire con precisione quanto accaduto. “C’è stato, quando sono arrivato in procinto di fare la conferenza stampa, un incontro con alcuni inviati e sono volate battutacce“, ha spiegato il conduttore. Sottile ha cercato di tenere bassi i toni, aggiungendo che “sono cose che possono succedere negli ambienti di lavoro”, considerato che i protagonisti appartengono tutti alla Direzione Approfondimento della Rai, ma ha sottolineato che episodi del genere “non dovrebbero succedere”.

Successivamente, Sottile avrebbe indicato nei giornalisti Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni le persone coinvolte nell’episodio. Si tratta, allo stato, della ricostruzione fornita dal conduttore e destinata ora a essere verificata internamente dall’azienda. “Sono rimasta interdetta nel sapere l’accaduto e ora c’è bisogno di capire. Faremo tutte le verifiche accurate del caso. È un caso increscioso“, ha dichiarato la responsabile dell’Ufficio stampa Rai, Incoronata Boccia.

Il possibile retroscena: i post di Sottile sul caso Report

A Sottile è stato chiesto anche se l’episodio possa essere collegato ad alcuni contenuti pubblicati nei giorni scorsi sulla propria pagina Facebook riguardanti proprio Report. Il conduttore ha respinto l’interpretazione secondo cui si sarebbe trattato di un attacco alla trasmissione. “Io do conto di tutta una serie di fatti che succedono in Italia. Quelli più importanti. E quindi ho messo tutta una serie di pezzi, come faccio tutti i giorni, che riguardano i fatti più importanti. Pezzi di colleghi, non miei, quindi è tutto molto semplice“, ha spiegato.

Secondo Sottile, quei contenuti sarebbero però stati interpretati da qualcuno come “un problema, un attacco, una mancanza di rispetto”. “Mi dispiace, ma non è così“, ha aggiunto. Il conduttore ha quindi precisato di non avere provocato alcuna discussione: “Io non ho fatto nulla, sono entrato per una conferenza stampa. Quello che è successo è successo perché io ho salutato una persona che conosco“. E ancora: “Insultare un collega penso sia sempre una cosa spiacevole. Capisco che in un ambiente di lavoro possa accadere, ma non dovrebbe succedere”. Sottile ha infine replicato anche al consigliere Rai Roberto Natale, intervenuto nei giorni precedenti sulla vicenda dei post Facebook del conduttore: “Il consigliere Natale è male informato“.

L’altro caso dentro Report: le accuse del sindacato

Ma le tensioni attorno alla trasmissione di Ranucci non riguardano soltanto quanto accaduto a Sottile. Nelle stesse ore Unirai-Figec, sindacato dei giornalisti Rai, ha sollevato una questione diversa e particolarmente delicata: la posizione professionale di alcuni collaboratori utilizzati dalla redazione di Report. Il sindacato interviene a partire dalla vicenda riguardante la giornalista Giulia Presutti e dalle dichiarazioni attribuite a Sigfrido Ranucci dopo la designazione della stessa alla conduzione della trasmissione.

Unirai-Figec ricorda che Presutti sarebbe stata scelta dallo stesso Ranucci come componente della squadra di Report e contesta il cambio di valutazione nei suoi confronti dopo l’indicazione alla conduzione. “Forse il collega Ranucci avrebbe dovuto valutare meglio il lavoro della collega, ben prima di farla entrare nella sua squadra“, sostiene il sindacato. Secondo quanto affermato da Unirai-Figec, Giulia Innocenzi non risulterebbe iscritta all’Albo dei giornalisti né nell’elenco dei professionisti né in quello dei pubblicisti. È una circostanza che il sindacato utilizza per rivolgere una serie di domande pubbliche al vicedirettore Rai e conduttore di Report.

“Come mai importanti inchieste affidate a chi non è professionista?”

Essere giornalista professionista è per esempio condizione indispensabile per partecipare ai concorsi Rai e per essere assunti. Come mai Ranucci ha affidato a una collega non professionista importanti inchieste?“, chiede Unirai-Figec. Il sindacato pone inoltre un ulteriore interrogativo: “Come mai l’ha qualificata come giornalista sui siti e social Rai della sua trasmissione, quando non è iscritta all’Albo?“. E ancora: “Come mai Ranucci ha consentito che Giulia Innocenzi firmasse inchieste senza averne idoneità professionale e quindi responsabilità deontologiche? L’Ordine dei Giornalisti non ritiene che sia questo un esercizio abusivo della professione?“.

Si tratta, è bene precisarlo, di contestazioni e interrogativi formulati dal sindacato Unirai-Figec, sui quali non viene indicato, nelle informazioni disponibili, alcun accertamento disciplinare o giudiziario che abbia stabilito l’esistenza di un esercizio abusivo della professione. Il punto politico e professionale posto dal sindacato rimane tuttavia evidente: la Rai richiede ordinariamente l’iscrizione nell’elenco dei professionisti per determinate selezioni e assunzioni giornalistiche, mentre Report si sarebbe avvalso, secondo Unirai-Figec, anche di collaboratori privi di quella qualifica o, in alcuni casi, della stessa iscrizione all’Albo.

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