20 Ottobre 2026
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Tensione a Milano, oggi il Cdm sulla sicurezza. Domani la Cgil in piazza “contro le disuguaglianze”

La Questura emette i primi provvedimenti per i giovani controllati in centro. Il prefetto Sgaraglia convoca il Comitato con Piantedosi, mentre il Governo prepara un decreto urgente sul fermo preventivo dei minori e la Cgil scende in piazza con il sindaco Sala

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All’indomani della due giorni di violenze e devastazioni che ha visto protagonisti circa 500 giovani nel centro di Milano, la macchina investigativa e preventiva della Questura ha impresso una netta accelerazione. Nel corso dei controlli straordinari svolti in piazza Duomo e nelle aree limitrofe, la Polizia di Stato ha notificato circa dieci Daspo urbani (Dacur) ad altrettanti ragazzi intercettati con precedenti penali, con il volto travisato o trovati in possesso di armi da taglio e oggetti atti ad offendere. I provvedimenti vietano ai destinatari l’accesso a determinate aree del capoluogo lombardo per periodi prolungati. Contestualmente, gli agenti della Digos proseguono l’esame dei filmati di videosorveglianza per identificare i responsabili dei danneggiamenti e definire le posizioni penali dei soggetti già arrestati in flagranza.

Il vertice in Prefettura e il decreto sicurezza in Consiglio dei Ministri

Sul piano istituzionale, la gestione dell’emergenza si sposta sul tavolo del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato d’urgenza dal prefetto Claudio Sgaraglia per domani mattina alle 11. All’incontro prenderà parte anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per tracciare la mappa dei presìdi e coordinare l’arrivo dei rinforzi annunciati. Sullo sfondo si attende il Consiglio dei Ministri delle 17:30, chiamato a varare un decreto legge che anticipa alcune misure del Ddl Sicurezza. Il testo mira a introdurre l’estensione del fermo preventivo per i minorenni oltre le 12 ore, l’arresto in flagranza differita per i danneggiamenti di gruppo, il divieto di aggregazione per i soggetti pericolosi e un ulteriore potenziamento dell’operazione “Strade Sicure”.

Il dibattito politico tra repressione, disagio giovanile e “guerra ibrida”

Le misure normative in itinere dividono le forze politiche ed esecutive sul bilanciamento tra rigore e interventi sul disagio sociale. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, pur confermando la presenza della polizia, evidenzia la complessità strutturale del fenomeno.

“Discutiamone perché il tema è certamente delicato. Io ritengo come stanno dicendo in molti che non possa essere solo un problema di repressione. Assolutamente no”, dichiara il primo cittadino milanese. “Mi preoccupa il fatto che questa situazione, che nasce anche da un malessere che tutti noi non possiamo non vedere, si sposti solo sulle violenze, sulla repressione delle violenze. La politica con saggezza deve affrontare anche le cause e le origini senza buonismi, senza indulgenze ma però con spirito critico. Prima di tutto rispetto al nostro lavoro, dobbiamo fare di più”.

Sulla necessità di affiancare alla prevenzione investimenti strutturali per le nuove generazioni interviene il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a margine dell’inaugurazione del cantiere del nuovo campus del Conservatorio.

“Coinvolgere, accogliere dare strumenti, speranza, prospettiva, lavoro e futuro è l’altra parte della medaglia rispetto alla prevenzione e repressione che da sole non bastano”, osserva Salvini. “Da ministro milanese mi emoziono per quello che riusciamo a portare avanti, 1700 ragazzi che stanotte dormiranno nell’ex villaggio olimpico, anche qui una scommessa difficile da vincere e 1100 poliziotti che dormiranno nella ex caserma Montello, liberando spazi per l’Università Cattolica. Penso agli ex gasometri di un’altra periferia a nord, Milano se la gioca, lì troveranno spazio e studio 20mila studenti. È eccezionale come Milano riesca negli anni a correre e non fermarsi”.

Di diversa impostazione analitica la lettura offerta dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, che inserisce la devianza giovanile in un quadro di influenza digitale esterna. “I fatti di Milano e di altre parte d’Italia sono profondamente diversi da quelli vissuti in altre epoche e sono il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre Nazioni ricorrendo a strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, Youtube senza che l’Occidente se ne renda conto ed in qualche modo reagisca”, dichiara Crosetto. “Se tre ragazzi su dieci hanno partecipato a quelle manifestazioni non parliamo di maranza, di italiani di seconda generazione, se sei su dieci le condividono è perché in questi anni hanno subito una controeducazione da qualche parte, non dalla famiglia o dalla scuola, che gli ha dato valori, ambizioni, una visione del mondo e dei punti di riferimento che è in conflitto con la società in cui viviamo e con le regole democratiche”.

La piazza della società civile e il fronte del centrosinistra

Per rispondere all’escalation di violenza urbana, la Cgil ha promosso per domani alle 18 in piazza della Scala, di fronte a Palazzo Marino, un presidio cittadino dal titolo “Milano non vuole la violenza”, al quale hanno garantito l’adesione il Partito Democratico, diverse associazioni e il sindaco Sala.

“Sì ci sono senz’altro”, conferma Giuseppe Sala. “In merito a quello che è successo lo scorso weekend credo che sia un fenomeno molto più largo, ovviamente il riferimento è Parigi, le grandi città sono così, crescono e covano tensioni sociali che però vanno gestite. Nel weekend abbiamo visto i negozi abbandonati. Io ho fatto un giro ieri e al di là dei danni materiali, la cosa che più mi ha impressionato è stata anche un po’ la paura dei ragazzi che ci lavorano. Insomma è chiaro che non dobbiamo metterli in condizione di subire queste violenze”.

Alla manifestazione prenderà parte anche Mario Calabresi, candidato alle primarie del centrosinistra per la guida della città, che invita ad evitare strumentalizzazioni di parte.

“Domani parteciperò alla manifestazione e credo che sia importante dare un segnale che la città è unita”, afferma Calabresi. “Credo che in questo momento la cosa più importante sia dare il segnale che la città è unita nel condannare la violenza e nel ritrovare una sua normalità. Non ci sono giustificazioni a quello che è accaduto e poi però bisognerà capire le motivazioni per cui questi fatti accadono e provare a curarle. Io credo che questo però sia il tempo dell’unità a Milano e un po’ mi stupisce chi utilizza quanto accaduto per fare polemica politica. Sono contento che domani ci sia anche un’iniziativa di tutte le forze del centrosinistra in piazza insieme al sindaco, per ribadire l’importanza di una città pacifica e sicura”.

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