Spostare una sola forza politica da un perimetro coalizionale all’altro senza modificare di un solo decimale i consensi dei principali partiti e ottenere due Parlamenti di colore diametralmente opposto. È quanto emerge dalla simulazione elaborata da YouTrend per Sky TG24 applicando i dati dell’ultima Supermedia dei sondaggi al testo della riforma elettorale approvato dal Senato, attualmente in fase di iter parlamentare. Il fattore determinante dell’intera architettura istituzionale risiede nella presenza o meno di Futuro Nazionale (FN), il movimento guidato da Roberto Vannacci, all’interno del centrodestra.
Il meccanismo premiale ideato dalla riforma scatta solo al raggiungimento della soglia del 42% dei voti validi in entrambe le Camere. Con la presenza di FN, la coalizione guidata da Giorgia Meloni tocca quota 48,7%, garantendosi un’ampia maggioranza sia a Montecitorio sia a Palazzo Madama. Viceversa, nel caso in cui il generale scegliesse la corsa solitaria, il centrodestra scenderebbe al 41,1% mancando il premio, che verrebbe così attribuito al “campo largo” di centrosinistra, fermo al 43,2% e dunque oltre la soglia richiesta.
Scenario 1: centrodestra unito con Vannacci al 48,7%
Nel primo scenario delineato da YouTrend, la coalizione di governo comprende Fratelli d’Italia al 26,9%, Forza Italia al 7,6%, Futuro Nazionale al 7,6%, la Lega al 5,6% e Noi Moderati all’1%, per un totale del 48,7%. L’opposizione di centrosinistra si attesta al 43,2% (con il Partito Democratico al 21%, il Movimento 5 Stelle al 12,1%, Alleanza Verdi e Sinistra al 6,3%, Italia Viva al 2,4% e +Europa all’1,4%), mentre Azione di Carlo Calenda resta fuori dai blocchi al 3,7%.
Con questa configurazione, la traduzione in seggi assegna al centrodestra una solida maggioranza di 226 deputati (contro i 157 del centrosinistra e i 14 di Azione) e 117 senatori (rispetto ai 74 del centrosinistra e ai 6 di Azione, su un’assemblea di 205 membri comprensiva dei 5 senatori a vita). In questo quadro, tuttavia, emerge un riequilibrio interno alla maggioranza: con 35 deputati e 19 senatori, Futuro Nazionale otterrebbe la stessa rappresentanza di Forza Italia, scavalcando nettamente la Lega di Matteo Salvini, che si fermerebbe a 26 deputati e 13 senatori.
Scenario 2: corsa autonoma di Futuro Nazionale e ribaltamento del Parlamento
Nel secondo scenario, mantenendo inalterate le percentuali di voto ma collocando Futuro Nazionale in corsa autonoma col suo 7,6%, il centrodestra scende a quota 41,1%. Il centrosinistra, pur rimanendo identico al 43,2%, diventa la prima coalizione sopra la soglia del 42% e incassa il premio di governabilità.
I numeri alla Camera si capovolgono: il centrosinistra balza a 221 deputati (guadagnandone 64 senza prendere un voto in più), mentre il centrodestra crolla a 139 seggi. Futuro Nazionale conquisterebbe 25 deputati e Azione 12. Al Senato, il centrosinistra sale a 110 senatori, mentre il centrodestra scende a 69, con FN che elegge 12 senatori e Azione 6. Per Fratelli d’Italia il saldo netto della corsa solitaria di Vannacci sarebbe di 34 deputati e 19 senatori in meno.
Le variabili aperte: la posizione di Azione e il peso delle alleanze
La simulazione lascia aperta anche la variabile rappresentata da Azione. Il partito guidato da Carlo Calenda, accreditato del 3,7%, viene calcolato fuori da entrambi i blocchi (eleggendo tra i 12 e i 14 deputati e 6 senatori). Una sua eventuale integrazione nel perimetro del centrosinistra modificherebbe ulteriormente le dinamiche d’accesso al premio, confermando come la nuova legge elettorale trasformi la composizione delle alleanze nel vero baricentro della competizione politica.












