Dalle più alte cariche dello Stato ai rappresentanti di ogni schieramento politico, l’Italia si è stretta attorno al ricordo di Emma Bonino in occasione dei funerali di Stato celebrati in forma laica in Campidoglio. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni hanno presenziato alla cerimonia, accolti dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri con la fascia tricolore, dal leader di Più Europa Riccardo Magi e dal deputato Benedetto Della Vedova. Tra le figure istituzionali presenti figurano il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, insieme ai ministri del governo Meloni, rappresentanti del centrosinistra e radicali di ogni generazione. Tra gli esponenti politici intervenuti si registrano Carlo Nordio, Elly Schlein, Massimo D’Alema, Paolo Gentiloni, Carlo Calenda, Matteo Renzi, Giuseppe Conte, oltre a Mario Monti, Roberto Giachetti, Maria Elena Boschi, la ministra Marina Calderone e Angelo Bonelli.
Mentre l’area per la stampa e gli operatori è stata allestita in via del Tempio di Giove, la piazza del Campidoglio ha accolto la cittadinanza attraverso un maxi schermo che ha trasmesso l’evento, diffuso anche in diretta dalla Rai. Al termine della cerimonia, come previsto dal cerimoniale, il Presidente Mattarella ha accompagnato il feretro all’uscita insieme ai familiari e alle autorità.
Il ricordo di Romano Prodi: le battaglie per la democrazia
Nel corso delle esequie, l’ex premier Romano Prodi ha ripercorso le tappe centrali della collaborazione con la leader radicale, evidenziando il valore etico e civile del suo percorso politico.
“Ho collaborato con lei per due delle tante battaglie in favore dei diritti civili, contro la pena di morte e contro l’uso delle mine antiuomo. Anche in quei due settori passi avanti sono stati fatti, ma come spesso avvenuto nel campo dei diritti umani abbiamo assistito più volte a un ritorno dal passato. E a un progresso della democrazia che si è fatto sempre più faticoso. E proprio contro questi ostacoli la tenacia di Emma nella difesa dei diritti non è mai venuta meno”, ha sottolineato Prodi.
“Noi non abbiamo sempre condiviso tutto, ma la sua battaglia per i deboli e gli indifesi è stata la sua stella polare ed è stato un insegnamento per tutti noi. Una battaglia che Emma ha portato avanti con una forza e con una determinazione determinazione senza uguale”, ha aggiunto l’ex Presidente del Consiglio.
La visione istituzionale nel tributo di Riccardo Magi
L’intervento del segretario di Più Europa, Riccardo Magi, si è concentrato sul metodo politico di Emma Bonino e sul suo costante riferimento ai valori costituzionali e democratici.
“Emma ha criticato le istituzioni, le ha contestate fino a disobbedire alle leggi che riteneva ingiuste e liberticide, andando incontro alle conseguenze delle proprie azioni per riformarle. Ogni azione, ogni polemica, ogni contestazione non ha mai avuto lo scopo di danneggiarle o infangarle, ma sempre quello di migliorarle”, ha ricordato Magi.
“Emma ha dedicato la propria vita e ogni sua energia a questo amore per la democrazia e per le istituzioni democratiche, espresse attraverso la lotta intransigente per ottenere riforme che portassero alla conquista di maggiori diritti e libertà per tutte e per tutti i cittadini che l’hanno ringraziata, commossi qui in questi due giorni”, ha proseguito il leader politico.
La testimonianza di Carla Taibi: l’eredità ideologica e il metodo radicale
Particolarmente toccante la testimonianza della storica assistente Carla Taibi, che per sedici anni ha condiviso l’attività quotidiana della dirigenza radicale.
“Emma è stata l’ispirazione di molte ragazze, io ero una di quelle. Non avrei mai immaginato di poter lavorare ogni giorno per e con lei per gli ultimi 16 anni della sua vita. È stata maestra, amica a modo suo, ma soprattutto è stato un esempio. Emma era davvero tante, molte cose. Era tenace e testarda, con quella dignità di cui lei stessa parlava. Era precisa, esigente ed intransigente. Studiava ogni questione, la sviscerava e non si arrendeva davvero mai. Era severa con tutti perché era severa ed esigente in prima persona con se stessa. In questi giorni lo hanno ricordato tutti, le sue lotte hanno cambiato questo Paese e il mondo. Per le libertà delle donne, contro l’aborto clandestino e la violenza di genere, la Corte penale internazionale e la pena di morte, i diritti umani, la fame nel mondo, le mutilazioni dei genitali femminili e i matrimoni forzati. I migranti, lo Stato di diritto, la democrazia. E in fondo per un principio fondamentale che tiene insieme tutte queste battaglie che ha portato avanti per un’intera esistenza: la libertà delle persone di poter scegliere responsabilmente fino alla fine”, ha evidenziato Taibi.
“Ma Emma non ha mai pensato di essere sola, ha sempre riconosciuto il ruolo di Marco Pannella, della politica, politica radicale, dei molti compagni. E ha deciso di mettere quel patrimonio nel partito che ha fondato, nel nome della sua battaglia più grande: gli Stati Uniti d’Europa come destino unico per le persone e le loro libertà”, ha proseguito la collaboratrice.
“Non avrebbe voluto una commemorazione: il modo migliore per ricordarla è certamente tenere insieme tutte le sue battaglie, difendendo quanto ha già ottenuto e continuando quelle incompiute, tenendo presente il suo modo di combatterle: con rigore, con studio, con ostinazione, col metodo della non violenza, anche quando erano impopolari. Anche quando per vincerle era necessario perdere tante volte. Ed Emma ha perso tante volte, ma come Marco e lei amavano ripetere, la durata è la forma delle cose, e lo hanno dimostrato. E guardate l’Italia di oggi. Emma in qualche modo ha vinto, ha vinto senza un grande riconoscimento al partito, senza tantissimi voti o parlamentari nelle varie legislature. Ha vinto perché oggi nessuno può dire che non abbia cambiato l’Italia e il mondo”, ha concluso Taibi.
L’impegno europeo e l’appello dell’Associazione Coscioni
Il profilo internazionale ed europeista della leader è stato infine evidenziato da Filomena Gallo, segretaria dell’associazione Luca Coscioni.
“A proposito di federalismo europeo, forse non è un caso che Emma abbia voluto trascorrere l’ultimo mese davanti al suo amato mare, a Sabaudia, nel guardare le isole di Ponza, ed essere non solo idealmente vicina a Ventotene”, ha affermato Gallo.
“E’ impossibile dire come avrebbe voluto onorare anche questa occasione, ma sono certa che avrebbe avuto l’impertinenza da monella di Montecitorio, come la definì il presidente Sandro Pertini, e avrebbe trovato il modo di affidarci un messaggio politico. Ne scelgo uno: la nascita della Corte penale internazionale. Quella Corte oggi rischia di essere smantellata mattone dopo mattone dalle prepotenze di chi pratica la legge del più forte e va difesa. Emma Bonino, che quella Corte l’ha voluta e a cui ha dedicato anni di attività, sarebbe stata a favore di un sostegno tanto concreto quanto simbolico, magari candidando la Corte stessa al Premio Nobel per la Pace”, ha sottolineato in chiusura la segretaria dell’associazione.












