La morsa del carovita torna a stringere le famiglie italiane, prefigurando una stagione autunnale all’insegna delle tensioni sui prezzi. L’analisi condotta dall’Unione Nazionale Consumatori sui recenti dati forniti dall’Istat delinea uno scenario di forte pressione finanziaria per i bilanci familiari, trainato dai continui rincari nei settori energetico e dei trasporti. Un trend che minaccia di peggiorare ulteriormente con l’arrivo della stagione fredda e la riaccensione dei riscaldamenti.
“I prezzi volano. L’inflazione decolla e si prospetta un autunno caldo sul fronte dei prezzi”, afferma il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, commentando le rilevazioni di agosto. Secondo Dona, “il caro carburanti e il caro energia hanno già innescato in agosto una spirale inflazionistica che, senza un intervento immediato del Governo che raddoppi lo sconto sulle accise del gasolio, intervenga su benzina, azzeri gli oneri di sistema sulle bollette e riduca l’Iva sul gas al 5%, andrà fuori controllo”.
“Lo dicono i dati Istat di oggi. Se nella top 20 dei rincari mensili di agosto entra già il gasolio per riscaldamento, al 4° posto con +10,7%, cosa succederà quando in ottobre il riscaldamento sarà davvero acceso?” prosegue Dona. La classifica dei rincari vede ai primi posti trasporto marittimo (37,6% su luglio), voli europei (13,3%) e pacchetti vacanza nazionali (11,8%).
La stangata sulle famiglie e l’impatto dei servizi primari
I dati mostrano un incremento medio della spesa guidato principalmente dai costi legati all’abitazione e alla mobilità. Le utenze domestiche e i carburanti rappresentano le voci di spesa maggiormente interessate dagli aumenti, con riflessi pesanti sulle dinamiche finanziarie dei nuclei familiari più numerosi.
“Considerando le 13 divisioni di spesa e l’inflazione tendenziale, a trainare il balzo a +3,3% sono abitazione, elettricità e gas, al primo posto con +9,1% su agosto 2025, che equivale a una stangata di 365 euro su base annua per una famiglia media, 394 per una coppia con 2 figli, e i Trasporti con +6,1%, pari a una maggior spesa di 358 euro per una coppia con 2 figli e 218 per una famiglia media. Considerando l’inflazione tendenziale complessiva del 3,3% si ha un aumento complessivo del costo della vita di 1199 euro per una coppia con 2 figli, 1120 euro per una coppia con 1 figlio, 882 euro per una famiglia tipo” conclude Dona.
Reggio Calabria maglia nera per l’inflazione: la mappa delle città più care
Dall’elaborazione effettuata dall’Unione Nazionale Consumatori emerge un quadro territoriale estremamente disomogeneo. Sul fronte del tasso percentuale di inflazione, è la Calabria a registrare il dato più preoccupante della Penisola: Reggio Calabria conquista infatti il primato nazionale per l’aumento percentuale più elevato, pari al 4,6%. Un rialzo che si traduce in un aggravio di spesa pari a 943 euro annui a famiglia, posizionando la città dello Stretto al 22° posto della graduatoria nazionale per spesa aggiuntiva assoluta. Dietro Reggio Calabria si collocano Siracusa e Macerata, quest’ultima con un rialzo del 4,3%.
Se si considera invece l’impatto economico in termini di maggior spesa assoluta su base annua, la classifica vede in testa Rimini con un incremento medio di 1.128 euro a famiglia (inflazione al 3,9%), seguita da Bolzano con 1.094 euro (+3,6%) e Verona con 1.055 euro (+3,8%). Sul versante opposto, la città più virtuosa si conferma Benevento, con un aggravio di 547 euro, seguita da Grosseto e Brindisi. A livello regionale, il valore più alto di stangata annua si registra in Trentino Alto Adige (+976 euro), seguito da Friuli Venezia Giulia e Veneto, mentre la Basilicata risulta la regione meno colpita con 650 euro di spesa aggiuntiva.












