3 Agosto 2026
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Tragedia di Nazca, il Perù sospende i voli della Aerodiana. Otto esperti al lavoro per l’identificazione delle 13 vittime

Le autorità peruviane bloccano le attività della compagnia turistica dopo lo schianto del Cessna in cui hanno perso la vita undici cittadini europei, tra cui sette italiani, e due membri dell'equipaggio. Necessari dai due ai tre giorni per le perizie medico-legali, coordinate con i consolati di Italia, Spagna e Germania.

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Svolta nelle indagini sulla tragedia aerea che ha sconvolto il Perù e l’Europa: il Governo di Lima ha disposto la sospensione temporanea delle operazioni della compagnia di voli turistici Aerodiana. Il provvedimento è stato adottato dal Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni a seguito dello schianto del Cessna Grand Caravan C-208 avvenuto nel sud del Paese durante un sorvolo sulle celebri Linee di Nazca, i geoglifi precolombiani tracciati nel deserto. L’incidente ha causato la morte di tredici persone: undici turisti europei, tra cui sette cittadini italiani, e i due membri dell’equipaggio. Le autorità ministeriali hanno precisato che la misura di blocco rimarrà in vigore “fino alla conclusione delle indagini volte a verificare la conformità della compagnia alle normative aeronautiche, alle procedure e ai requisiti operativi applicabili”.

Sul fronte delle operazioni di recupero e riconoscimento, l’Istituto di Medicina Legale e Scienze Forensi ha schierato una squadra composta da otto esperti periti. Come riferito alla testata Rpp Noticias dal direttore nazionale dell’istituto, Rubén Brizuela PowSang, le procedure d’identificazione si preannunciano particolarmente complesse e richiederanno dai due ai tre giorni di lavoro analitico. I tecnici opereranno in stretto raccordo con le rappresentanze diplomatiche e i consolati di Italia, Spagna e Germania, coordinando la raccolta delle schede cliniche e dentistiche necessarie per la comparazione medico-legale di ciascuna vittima.

L’allarme del pilota e la testimonianza di chi era salito a bordo

Le prime ricostruzioni sulla dinamica del disastro indicano una possibile avaria prima dell’impatto. Il ministro del Commercio Estero e del Turismo, Rogers Valencia, ha confermato che il pilota del velivolo ha lanciato un segnale radio d’emergenza segnalando un guasto meccanico prima che le comunicazioni con i radar si interrompessero bruscamente.

Ad amplificare le ombre sui protocolli di sicurezza adottati dalle compagnie turistiche della zona sono le drammatiche testimonianze di chi ha viaggiato su quegli stessi aerei a ridosso della tragedia. Tra queste, la ricostruzione resa a Infobaeda Antonio López, cittadino spagnolo residente in Perù che si era imbarcato con i propri familiari solo una settimana prima per compiere il medesimo tour panoramico.

“Appena l’ho saputo, ho iniziato a sentire un turbinio di emozioni perché so che sarebbe potuto succedere a me, a me, e con i miei genitori coinvolti” ha raccontato López, ricordando le fasi che avevano preceduto il decollo. “Ci era stato detto che questi aerei erano i più sicuri, l’opzione più sicura, erano del 2020-2021. Non potevamo sospettare che qualcosa potesse andare storto”.

Il testimone ha descritto la particolare esperienza di volo a bordo dei piccoli velivoli da turismo e l’assenza di comunicazioni preventive sulle procedure d’emergenza. “Quando sali a bordo di questo piccolo aereo, ti rendi conto che non è uno di quei grandi aerei di linea commerciali. È molto meno equipaggiato in termini di infrastrutture, posti a sedere e così via, ma è perfettamente funzionale. Non hai nulla da sospettare” ha aggiunto, sottolineando la mancanza di indicazioni da parte del personale di bordo. “Non ti danno alcun avviso di sicurezza, tipo ‘Ehi, in caso di emergenza’. Non ti dicono niente, solo ‘buon viaggio, allacciate le cinture'”.

López ha infine ricordato le turbolenze affrontate durante il sorvolo, spesso attribuite alle correnti d’aria della regione. “Sapevamo dei famosi venti di Paracas, di quanto siano violenti e quasi imprevedibili. Si ride per il nervosismo, perché per un attimo fa davvero paura” ha concluso.

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