3 Agosto 2026
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L’appello dell’arcidiocesi per l’aeroporto di Crotone: “Non sia valutato solo con logiche economiche, è un’infrastruttura di speranza”

L’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro chiede alle istituzioni di garantire la continuità dello scalo. Nel documento il richiamo al diritto alla mobilità e al rischio isolamento del territorio

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Il futuro dell’aeroporto di Crotone non può essere affrontato soltanto attraverso valutazioni economiche o logiche legate al breve periodo. È questo il punto centrale dell’appello diffuso dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro – Giustizia e Pace – Salvaguardia del Creato dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina, che richiama istituzioni e amministratori a una riflessione più ampia sul ruolo dello scalo e sui collegamenti del territorio.

Secondo la nota dell’organismo diocesano, la questione della mobilità riguarda un diritto essenziale per la comunità e incide direttamente sulle possibilità di sviluppo, lavoro e permanenza dei cittadini sul territorio.

“Una comunità non può essere lasciata sola”

Nel documento, l’Ufficio diocesano sottolinea come esistano diritti che non riguardano soltanto norme e provvedimenti, ma anche il riconoscimento delle esigenze concrete delle persone.

“Ci sono diritti che si difendono con le leggi e diritti che, prima ancora, chiedono di essere riconosciuti con la coscienza. Tra questi vi è il diritto di una comunità a non essere lasciata sola”, si legge nella nota.

L’appello è rivolto alle istituzioni e a quanti hanno responsabilità politiche e amministrative affinché il territorio crotonese non continui a subire una condizione di isolamento infrastrutturale che, secondo l’organismo diocesano, limita le opportunità economiche e sociali e spinge molti giovani a cercare altrove prospettive di futuro.

Lo scalo come collegamento essenziale per il territorio

Al centro dell’intervento c’è la richiesta di rafforzare l’operatività dell’aeroporto Sant’Anna di Crotone, indicato nella nota come un’infrastruttura che va oltre il semplice servizio di trasporto.

“Oggi esso non rappresenta un semplice servizio o una comodità: è una vera infrastruttura di speranza”, afferma l’Ufficio diocesano.

La posizione espressa nel documento prende in considerazione anche le attuali difficoltà del sistema dei collegamenti terrestri. In assenza di una rete stradale moderna e di collegamenti ferroviari più rapidi ed efficienti, secondo la Diocesi lo scalo aeroportuale rappresenta un collegamento fondamentale con il resto del Paese, utile per chi deve spostarsi per motivi di lavoro, studio, salute o per mantenere i propri legami familiari.

La richiesta alle istituzioni: “Serve una scelta lungimirante”

L’Ufficio diocesano chiede quindi un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni, richiamando le esigenze di famiglie, lavoratori, imprenditori, studenti e anziani.

“Garantire la mobilità significa permettere alle persone di restare senza sentirsi condannate all’isolamento. Significa offrire ai giovani la possibilità di immaginare qui il proprio futuro”, si legge nella parte conclusiva della nota.

Nel documento viene inoltre ribadito che la richiesta non riguarda un privilegio per il territorio, ma la possibilità di disporre di collegamenti adeguati alle esigenze di una comunità.

L’intervento dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina si inserisce nel dibattito sul ruolo dello scalo crotonese e sulle prospettive del sistema dei trasporti provinciali, in attesa delle decisioni che saranno assunte dagli enti competenti.

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