È “Woman Unknown” di May el-Toukhy il film vincitore del Leone d’Oro dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia. La pellicola si è aggiudicata il massimo riconoscimento della rassegna, mentre la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile è andata a Mathilde Arcel.
Il premio per la migliore interpretazione maschile è stato invece assegnato a John Malkovich, protagonista di “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh. Alla cerimonia è stato inoltre annunciato che l’84esima Mostra del Cinema di Venezia si terrà dall’1 all’11 settembre 2027.
Italia senza premi al concorso principale
L’edizione numero 83 della Mostra si chiude con un risultato amaro per il cinema italiano, nonostante i cinque film presenti in gara. L’Italia è infatti rimasta senza riconoscimenti, un risultato che non si verificava dal 2018, quando il nostro Paese non aveva conquistato premi né nel concorso principale né nella sezione Orizzonti. In quell’occasione il Leone d’Oro era stato assegnato a “Roma” di Alfonso Cuarón.
Per trovare un’altra edizione completamente priva di premi per l’Italia bisogna invece tornare al 2010, quando il Leone d’Oro era stato attribuito a “Somewhere” di Sofia Coppola.
“Woman Unknown” conquista il Leone d’Oro
Il trionfo di “Woman Unknown” ruota attorno alla rappresentazione del corpo femminile come terreno di conflitto. Il film racconta la vicenda delle cosiddette “collaboratrici orizzontali”, donne che durante la Seconda guerra mondiale ebbero relazioni con soldati degli eserciti occupanti e che, al termine del conflitto, furono sottoposte a violenze e umiliazioni pubbliche.
La giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To ha premiato anche l’interpretazione di Mathilde Arcel, alla quale è stata assegnata la Coppa Volpi femminile.
La regista May el-Toukhy ha spiegato che il film parla del corpo della donna come “un campo di battaglia”, ma anche delle storie di “donne invisibili, senza voce”. La realizzazione della pellicola, ha raccontato, è stata particolarmente difficile anche sul piano del finanziamento.
La regista ha dedicato il riconoscimento alla figlia adolescente, sottolineando l’importanza di “illuminare le donne della nostra storia”. Nel suo discorso ha poi rivolto un invito alla figlia e a tutte le ragazze a “non stare sempre al telefono” e a usare la propria voce “per esprimersi contro la disumanizzazione e per tutte le persone che sono state messe a tacere”.
El-Toukhy ha quindi ringraziato Maggie Gyllenhaal per aver contribuito a mettere in evidenza la mancanza di pari opportunità per le registe nel settore cinematografico, auspicando un cambiamento concreto.
Coppa Volpi maschile a John Malkovich
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile è stata assegnata a John Malkovich per “Wild Horse Nine”, diretto da Martin McDonagh.
L’attore non era presente alla cerimonia di premiazione perché, secondo quanto riferito, era “impegnato sul set”.
Premio speciale della Giuria a “Naza”
Tra i 21 film in concorso, il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è andato a “Possible Love” (“Ga-Neung-Han Sa-Rang”) di Lee Chang-dong.
Il Leone d’Argento per la miglior regia è stato invece assegnato a Ilya Khrzhanovsky per “Dau”. Il premio per la migliore sceneggiatura è andato a Stephane Brizé, Coralie Amedeo e Olivier Gorce per “Un bon petit soldat”.
Il Premio Speciale della Giuria ha riconosciuto la forza politica di “Naza”, film di Yuval Abraham e Rachel Szor. Abraham, nel ritirare il premio, ha parlato del conflitto a Gaza e delle polemiche suscitate dalla pellicola, affermando: “Crediamo che negare un crimine sia ciò che ne favorisce la persistenza”.
Il regista ha inoltre criticato gli attacchi politici rivolti al film e ha sostenuto che “si sta facendo di tutto per non guardare la realtà”. Nel suo intervento ha citato la situazione nella Striscia di Gaza e ha riferito quanto raccolto durante i colloqui con alcuni ufficiali dell’intelligence israeliana, sostenendo che il massacro sarebbe “sistemico” e non riconducibile a un incidente.
Abraham ha quindi sottolineato l’importanza che il film venga visto in Israele, Europa, Italia e Stati Uniti, collegando il dibattito sulla pellicola alle responsabilità politiche e internazionali nella guerra a Gaza.
Il Premio Marcello Mastroianni per una giovane attrice emergente è stato assegnato a Malou Khebizi per “15/18 (A Place to Heal)” di Cédric Kahn.
Tutti i premi della sezione Orizzonti
Nella sezione Orizzonti, la giuria presieduta da Valérie Donzelli e composta da Peter Becker, Elizabeth Lo, David Pablos e Barbara Ronchi ha premiato come Miglior film “Un détour par Diane” (“Diane in the Loop”) di Ann Sirot e Raphaël Balboni.
Il premio per la Migliore regia è andato a Jacqueline Lentzou per “A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra”, mentre il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato a “La Maison du Vent” (“House of the Wind”) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu.
Per le interpretazioni, il premio alla Migliore attrice è andato a Laleh Marzban per “Moragheb” (“Falling House”). Quello per il Migliore attore è stato invece assegnato a Riccardo Scamarcio per “I figli della scimmia”.
Scamarcio ha dedicato il riconoscimento ai genitori e lo ha condiviso con il giovane attore Andrea Aggio, al debutto e interprete del figlio del suo personaggio.
“I figli della scimmia” di Tommaso Landucci ha conquistato anche il Premio Orizzonti per la sceneggiatura, assegnato a Landucci e Damiano Femfert. Il premio per il Miglior cortometraggio è andato a “Quelques instants de bonheur” (“A Few Moments of Happiness”) di Shaden Safieddine Tazi.
Gli altri riconoscimenti di Venezia 83
Il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, assegnato dalla giuria presieduta da Carolina Cavalli, è andato a “La Maison du Vent”, che ha così ottenuto un secondo riconoscimento dopo il Premio Speciale della Giuria nella sezione Orizzonti.
Per Venezia Spotlight, il Premio degli Spettatori – Armani Beauty è stato assegnato a “Eu Contez” (“I Matter”) di Alina Serban.
Nella sezione Venezia Classici, la giuria presieduta da Daniele Vicari ha premiato come miglior film restaurato “La lunga notte del ’43” di Florestano Vancini.
Per Venice Immersive, il Gran Premio è andato a “The Pigeon Ring” di Shixin Tao e Yuqi Zhang. Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato a “Out of the Ashes” di Rory Mitchell e Nonny De La Peña, mentre il Premio per la realizzazione è andato a “Empire at Sea” di Peter Flaherty.
A completare il palmarès sono i riconoscimenti speciali. Il Leone d’Oro alla carriera 2026 ha celebrato George Clooney ed Ellen Burstyn, il Cartier Glory to the Filmmaker Award è stato assegnato a Luca Guadagnino, mentre il Premio Campari Passion for Film è andato a Serena Rossi.












