12 Settembre 2026
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Vibonese, cuore da big. Semenzin riprende il Siracusa, Marra si gode un avvio super

Sotto dopo sette minuti, i rossoblù reagiscono e sfiorano il gol con Marsico, fermato dalla traversa. Poi l’assalto e la testata dell’1-1: dopo il poker al Trapani, un altro esame superato

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Se all’esordio in Sicilia la Vibonese ha mostrato il suo volto di squadra duttile, concreta e manovriera, il secondo turno le ha riservato un avversario ormai abituale, il Siracusa, che ha costretto gli uomini di Marra a mutare pelle per non lasciare i tre punti agli ospiti. Gli aretusei sono scesi al ‘’Luigi Razza’’ con il piglio della squadra che non ci sta a subire da non protagonista il ritorno in serie D e intende riguadagnare quanto prima possibile la terza serie.

Il gioco impostato dagli azzurri, fin dai primi minuti, è aggressivo, arioso, rapido: il Siracusa vuole fortemente andare in vantaggio e ci riesce al settimo minuto di gioco, con una palla sul fondo che sembrava persa e una pervicace aggressione della profondità, tramutandosi in un radente assist per l’accorrente Guida sì tallonato da D’Agata, ma lesto a spingere la sfera in rete. La Vibonese è tramortita, la dormita in difesa è stata evidente, e stenta per diversi minuti ancora a trovare la quadra. I siracusani sono ovunque, arrivano in anticipo sui palloni, non cessano di spingere, sono padroni degli spazi, li occupano, li gestiscono, li chiudono. La Vibonese è in bambola; la difesa balla paurosamente in altre due occasioni.

La reazione della Vibonese

I tentativi di Cerutti e compagni si infrangono puntualmente sul muro difensivo avversario, rischiando di esporsi alle ripartenze ospiti, che sono rapide e ficcanti. Gli sforzi dei rossoblu sortiscono una traversa di Marsico e un doppio salvataggio sulla linea del portiere e di un difensore, affidati alla grande generosità di tutta la squadra e alla graduale individuazione dei punti meno ermetici delle linee avversarie.

Secondo tempo, cambia la partita

Il secondo tempo racconta tutto un altro match. Il Siracusa, forse per dettami dalla panchina e comunque per una prestazione tutto cuore della Vibonese, si rintana nella propria metà campo, non punge più, mentre Marra ha impresso alla squadra un atteggiamento che più offensivo non si poteva, mettendo in campo, uno dopo l’altro, tutte le punte e gli esterni d’attacco a disposizione, arretrando un provato Cess in retroguardia ( che però non disdegnerà ulteriori sortite in avanti, in appoggio ai suoi compagni).

E’ un autentico assedio, Cacciola si copre inserendo elementi di contenimento, la sua squadra è costantemente dietro la linea della palla, ma nello stesso tempo non riesce ad essere pericolosa ed efficace come nella prima frazione di gioco. Mentre la squadra di casa è ormai riversata nella metà campo ospite, ma in maniera spesso caotica e con un una ricerca insistita del giro palla ovvero di traversoni che la muraglia azzurra respinge puntualmente. Ma i rossoblu lo meritano il pareggio, che arriva a cinque minuti dalla fine da un imperioso stacco di testa di Semenzin, su corner di Spanò.

Il pareggio premia entrambe le squadre

Alla fine il pareggio ci appare un risultato giusto per entrambe le compagini, premiando le giocate fluide di un complesso tosto e compatto come il rinnovato Siracusa e lo spirito mai domo di una Vibonese che temeva l’inizio di fuoco del torneo e oggi si ritrova meritatamente con quattro punti in classifica dopo avere affrontato le due blasonate retrocesse, spirito oggi incarnato plasticamente dal suo capitano, Mauro Cerutti, stoico e instancabile stantuffo, propulsore delle azioni della squadra, lucido metronomo e distributore di continui palloni.

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