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23 Maggio 2026
23 Maggio 2026
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Acque minerali contaminate: l’indagine di Altroconsumo rivela dati allarmanti e la presenza di acido trifluoroacetico

“La nostra analisi dimostra che anche prodotti considerati sicuri, come l’acqua in bottiglia, possono contenere sostanze nocive non visibili a occhio nudo,” ha spiegato Federico Cavallo, responsabile Public Affairs & Media Relations di Altroconsumo

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Un’analisi approfondita condotta da Altroconsumo ha preso in esame 21 marche di acqua minerale naturale non frizzante vendute nei principali supermercati italiani. I risultati dell’inchiesta lanciano un segnale preoccupante: solo 11 prodotti hanno ottenuto un giudizio complessivo buono, mentre 6 sono finiti in fondo alla classifica per la presenza di tfa (acido trifluoroacetico), un composto che fa parte della famiglia dei Pfas, noti per la loro resistenza nell’ambiente e i possibili rischi per la salute. “La nostra analisi dimostra che anche prodotti considerati sicuri, come l’acqua in bottiglia, possono contenere sostanze nocive non visibili a occhio nudo,” ha spiegato Federico Cavallo, responsabile Public Affairs & Media Relations di Altroconsumo.

Come è stato condotto il test

Le acque sono state valutate in base a criteri rigorosi: composizione chimica, precisione dell’etichetta, presenza di minerali e metalli, qualità dell’imballaggio e, soprattutto, eventuali contaminanti ambientali. Nonostante più della metà dei campioni abbia superato il test con esito favorevole, l’aspetto più critico emerso è la diffusione del tfa, individuato in numerose marche.

I marchi analizzati

L’elenco completo delle acque comprende nomi noti come: Blues Eurospin, Conad, Saguaro (Lidl), Carrefour Classic, Esselunga, Maniva, Coop, Vera, Eva, Boario, Valmora, San Benedetto, Sant’Anna, Vitasnella, Levissima, S. Bernardo, Panna, Lauretana, Rocchetta, Evian e Fiuggi. I prezzi variano da 0,17 €/litro a oltre 1 euro al litro.

Le acque migliori e peggiori

Il marchio che si distingue come “Migliore del Test” e “Miglior Acquisto” è Blues Sant’Antonio (Eurospin): priva di tfa e con il prezzo più basso (0,17 €/l). Ottimi risultati anche per Conad Valpura e San Benedetto Eco Green Benedicta, anch’esse libere da contaminanti. In fondo alla classifica troviamo sei acque penalizzate per l’elevato contenuto di tfa, oltre i limiti previsti dalla futura normativa sull’acqua potabile: si tratta di Panna, Esselunga Ulmeta, Maniva, Saguaro (Lidl), Levissima e Fiuggi.
Quest’ultima è stata inoltre segnalata per criticità ambientali, tra cui imballaggi poco sostenibili e presenza di arsenico sopra i livelli di sicurezza.

Tfa: una sostanza da monitorare attentamente

Il Tfa è ancora poco regolamentato, ma gli esperti sanitari avvertono che potrebbe causare danni al fegato e influire sul sistema riproduttivo. L’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) è al lavoro per aggiornare la dose giornaliera tollerabile, con una nuova valutazione attesa per il 2026. Attualmente non esistono limiti legali specifici per il Tfa nelle acque potabili nell’Unione Europea, ma la direttiva Ue 2020/2184 — in vigore dal gennaio 2026 — introdurrà nuovi parametri di controllo.

Altroconsumo chiede norme più severe

Altroconsumo ha presentato una serie di proposte legislative alle Commissioni parlamentari incaricate di recepire la nuova normativa europea. Tra queste, la richiesta di vietare la produzione di Pfas e di fissare un limite vincolante per il Tfa, basato sulle evidenze scientifiche più aggiornate. “Abbiamo proposto di sostituire il parametro del ‘Pfas totale’ con un indicatore specifico per il Tfa, molto più stringente rispetto al passato”, ha dichiarato Cavallo. “L’obiettivo è fare in modo che, a partire dal 12 gennaio 2026, l’acqua potabile rispetti i nuovi standard europei, più severi e sicuri per la salute dei cittadini”.

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