23 Ottobre 2026
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Concorso Asp Crotone, il Tar annulla la prova: “È da rifare”. Gli otto candidati vincono il ricorso

Annullati gli atti relativi alla prova scritta e la graduatoria conseguente. I legali dei ricorrenti sostengono che l’esame dovrà essere ripetuto

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La prova scritta del concorso dell’Asp di Crotone per otto posti di collaboratore amministrativo professionale, categoria D, a tempo pieno e indeterminato, dovrà essere rifatta secondo quanto riferito dai legali dei ricorrenti. Il Tar per la Calabria ha infatti accolto il ricorso presentato da otto candidati che contestavano la scelta della commissione esaminatrice di utilizzare un questionario a risposta multipla al posto delle modalità previste dal bando. Con la sentenza n. 2041/2026, pubblicata il 23 ottobre, la Prima Sezione del Tribunale amministrativo regionale ha disposto l’annullamento degli atti impugnati, compresi i verbali della procedura, l’esito della prova scritta e la successiva graduatoria di merito. Il ricorso era stato presentato dagli avvocati Alfredo e Ludovica Gualtieri, che hanno contestato la modalità di svolgimento della prova.

Il concorso Asp Crotone e il quiz a risposta multipla

Il bando prevedeva una prova scritta consistente nell’elaborazione di atti attinenti alle materie d’esame oppure nella soluzione di quesiti a risposta sintetica, in conformità a quanto stabilito dall’articolo 43 del d.P.R. 220/2001. Il questionario a risposta multipla era invece contemplato come possibile modalità di preselezione, nel caso in cui le domande di partecipazione avessero superato quota 300.
Gli otto ricorrenti avevano superato la preselezione. Il 22 maggio 2026, giorno fissato per la prova scritta, si sono però trovati davanti a un questionario composto da 30 domande a risposta multipla, ciascuna con una sola risposta esatta. Il successivo 26 giugno era stato pubblicato l’elenco dei candidati ammessi alla fase seguente, nel quale non comparivano i loro nomi. Soltanto il 13 luglio l’Asp aveva reso noto l’estratto del verbale n. 2 del 22 maggio, dal quale emergeva che la commissione aveva deliberato all’unanimità la struttura del questionario.

La differenza tra risposte sintetiche e risposte multiple

È proprio sulla differenza tra le due modalità di esame che si è concentrato il ricorso. Secondo gli avvocati Alfredo e Ludovica Gualtieri, la prova a risposta sintetica richiede ai candidati di elaborare autonomamente una risposta, esponendo in maniera concisa l’argomento oggetto della domanda. Il quiz a risposta multipla, invece, chiede di individuare la soluzione corretta tra quelle già predisposte dalla commissione.
Una distinzione che, secondo i legali, incide sulla natura stessa della prova e sulle competenze richieste ai partecipanti.
Il Tar ha condiviso il principio alla base della contestazione, chiarendo che il questionario a risposta multipla e i quesiti a risposta sintetica non sono modalità equivalenti. Il primo verifica prevalentemente la conoscenza nozionistica attraverso risposte predeterminate; i secondi richiedono al candidato di costruire una risposta scritta, dimostrando capacità di ragionamento e approfondimento.

Il Tar: il bando vincola la commissione

Nella sentenza, il collegio richiama il principio secondo cui il bando costituisce la lex specialis del concorso e vincola sia i candidati sia l’amministrazione. Le sue disposizioni devono essere interpretate in modo rigoroso e non possono essere disattese dalla commissione al di fuori degli strumenti previsti dall’ordinamento. Secondo i giudici, né il bando né gli articoli 12 e 43 del d.P.R. 220/2001 autorizzavano la commissione a sostituire la prova scritta prevista con un questionario a risposta multipla. L’Asp di Crotone, costituitasi in giudizio, aveva chiesto il rigetto del ricorso, sostenendo una posizione contraria a quella dei candidati. Il Tribunale ha invece ritenuto fondate le contestazioni, accogliendo le richieste degli otto ricorrenti. Il collegio era presieduto da Gerardo Mastrandrea, con Arturo Levato come estensore e Valeria Palmisano nel ruolo di referendario. La sentenza è stata adottata in forma semplificata, ai sensi dell’articolo 60 del Codice del processo amministrativo, dopo la camera di consiglio del 21 ottobre.

Annullati gli atti e la graduatoria: Asp condannata alle spese

Il dispositivo dispone l’annullamento degli atti impugnati, comprendendo l’esito della prova scritta, i verbali della procedura concorsuale – incluso il verbale n. 2 del 22 maggio – e la successiva graduatoria di merito. L’Azienda sanitaria provinciale di Crotone è stata inoltre condannata al pagamento di 2.500 euro di spese di lite, oltre agli accessori di legge. Le spese sono state invece compensate nei confronti di una candidata ammessa alla fase successiva, intervenuta nel giudizio. Dopo la decisione, i legali dei ricorrenti hanno ribadito che, a loro avviso, la prova scritta dovrà essere ripetuta. Il testo della sentenza, tuttavia, non dettaglia le modalità operative con cui l’Asp dovrà dare esecuzione alla pronuncia.

Cosa succede ora al concorso dell’Asp di Crotone

La decisione rimette in discussione la procedura per gli otto posti da collaboratore amministrativo professionale. Il punto stabilito dal Tar è che la commissione non poteva utilizzare una modalità di prova diversa da quella prevista dal bando. Resta da chiarire come l’Asp intenda procedere per dare esecuzione alla sentenza e se la prova sarà ripetuta secondo le modalità originariamente previste. Non è inoltre noto, sulla base delle informazioni disponibili, se l’Azienda intenda impugnare la decisione. Per gli otto candidati che hanno promosso il ricorso, la pronuncia rappresenta l’accoglimento delle contestazioni sulla regolarità della prova scritta. Gli sviluppi successivi dipenderanno ora dalle determinazioni dell’Azienda sanitaria e dagli eventuali ulteriori passaggi giudiziari.

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