27 Ottobre 2026
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Sanità, il bluff dei Piani di rientro, Rocca: “Calabria dimostra i limiti di un sistema che nega le cure”

Il presidente della Regione Lazio interviene al Festival delle Regioni a Firenze: il modello dei commissariamenti ha ingessato i territori senza garantire il diritto alla salute

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Il dogma dei Piani di rientro dal disavanzo sanitario continua a mostrare tutte le sue debolezze strutturali, paralizzando l’erogazione dei servizi essenziali senza offrire reali garanzie di risanamento.
A margine del Festival delle Regioni in corso a Firenze, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha riacceso i riflettori su una misura straordinaria che per quasi un ventennio ha condizionato le politiche sanitarie del Mezzogiorno, richiamando espressamente il percorso vissuto dalla Calabria.
Intervistato sull’impianto normativo che regola i disavanzi della spesa sanitaria, Rocca ha evidenziato le criticità di una gestione rigida che finisce per penalizzare gli utenti: “Come abbiamo visto anche nel caso della Calabria, quello dei Piani di rientro dai disavanzi sanitari è un meccanismo che comunque ha mostrato tutti i suoi limiti, anche sulla capacità delle Regioni stesse di dare risposte al bisogno di cure. Parlo da presidente di una Regione che ancora si trova in un contesto di Piano di rientro”.

Più autonomia gestionale e superamento dei vincoli burocratici

Il nocciolo della questione resta l’eccesso di vincoli centralistici che azzerano la capacità di programmazione e di spesa dei governi regionali, lasciando le strutture ospedaliere e la rete territoriale in costante affanno. Pur non bocciando la necessità di un monitoraggio sui bilanci pubblici, dal palco fiorentino è arrivata la richiesta di una svolta radicale nei rapporti tra Stato e autonomie locali per restituire operatività ai territori.

La proposta di revisione punta a superare le attuali maglie finanziarie che soffocano il comparto: “Noi, come molte altre regioni, chiediamo ovviamente che ci siano controlli, magari con meccanismi sanzionatori diversi, ma anche la possibilità di gestire liberamente le risorse a disposizione, superando i vincoli troppo stringenti imposti oggi dai piani di rientro”, ha ribadito con forza il presidente della Regione Lazio.

Dalla fine del commissariamento straordinario alle sfide del futuro

L’analisi di Rocca si inserisce in una fase storica delicata per la sanità regionale. La Calabria ha infatti chiuso nell’estate del 2026 la lunga e complessa parentesi del commissariamento straordinario durata circa 17 anni, pur restando ancora legata ai vincoli del Piano di rientro insieme ad altre realtà del Paese come Abruzzo, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e lo stesso Lazio.
Il superamento della gestione commissariale rappresenta un passaggio chiave per la nostra regione, ma la rigidità dei parametri contabili nazionali rischia di frenare il rilancio dei servizi di cura e il reclutamento del personale medico nei presidi sanitari locali.

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