Si è concluso davanti al Tribunale penale di Catanzaro il processo per bancarotta fraudolenta relativo al fallimento della Globalservice Srl, con l’assoluzione di Nicola Cirillo “perché il fatto non sussiste”.
La sentenza è stata pronunciata nel pomeriggio del 2 luglio dal collegio presieduto dal giudice Faccenda, con a latere le giudici Ferraioli e Pascale.
Cirillo, difeso dagli avvocati Pietro Chiodo e Massimiliano Carnovale del Foro di Lamezia Terme, era imputato insieme a Pasquale Larocca per fatti di bancarotta fraudolenta contestati in relazione al fallimento della società, dichiarato il 17 aprile 2019. Secondo l’accusa, Cirillo avrebbe ricoperto il ruolo di amministratore unico, mentre Larocca sarebbe stato amministratore di fatto.
Assoluzione con formula piena
Al termine della discussione delle difese, il Tribunale ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Nicola Cirillo con la formula piena “perché il fatto non sussiste”.
Per quanto riguarda Pasquale Larocca, invece, i giudici hanno dichiarato il non luogo a procedere in seguito al decesso dell’imputato, avvenuto nel corso del procedimento.
Le tesi della difesa
Nel corso del dibattimento, la difesa di Cirillo ha sostenuto che non vi fosse alcuna condotta distrattiva ai danni dei creditori riconducibile al proprio assistito.
Secondo quanto evidenziato dagli avvocati, Cirillo avrebbe assunto la carica di amministratore soltanto nella fase finale dell’attività della Globalservice Srl, subentrando a Larocca quando quest’ultimo era già gravemente malato.
I legali hanno inoltre sostenuto che la situazione debitoria della società fosse già ampiamente compromessa prima dell’ingresso di Cirillo nella gestione, escludendo che l’imputato abbia disposto o deliberato operazioni finalizzate alla distrazione del patrimonio aziendale.
Il debito della società
La difesa ha inoltre sottolineato che circa il 90% dell’esposizione debitoria della società, pari a circa 760 mila euro, era costituito da debiti erariali e previdenziali, come riportato anche nel capo d’imputazione.
Sempre secondo i difensori, al di fuori dei crediti vantati dall’Erario e dagli enti previdenziali non vi sarebbero stati altri creditori, come fornitori, che avessero lamentato mancati pagamenti da parte della società.










