“Ci sono gesti che sembrano appartenere al passato e che invece custodiscono il futuro. Il gesto del tessere è uno di questi. Ogni filo che attraversa un altro filo costruisce una trama, ma soprattutto costruisce una relazione. È questa l’immagine che mi ha ispirato: il desiderio di ritrovare, attraverso il telaio, un linguaggio universale capace di unire memoria, cultura, ricerca, impresa ed educazione. Perché tessere non significa soltanto produrre un tessuto. Significa creare comunità”. Con queste parole Teresa Cimino (nella foto in copertina), ideatrice e responsabile scientifica, introduce il senso profondo dell’iniziativa “L’Arte dell’Ordito e della Trama – Dal gesto più antico, dal primo nodo”, un percorso tra Mythos e Logos: un viaggio tra psicologia, antropologia, pedagogia e la concretezza dell’imprenditoria”.
L’appuntamento nel Chiostro del Municipio
In programma sabato 4 luglio alle ore 18:30, nello scenario del Chiostro del Municipio di Nicotera. Un appuntamento che supera i confini della tradizione artigianale per trasformarsi in una riflessione interdisciplinare sul patrimonio culturale come risorsa per il presente e per il futuro. Patrocinato dal Comune di Nicotera e dal Club per l’UNESCO di Tropea, il convegno riunisce studiosi, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, imprese e protagonisti del comparto tessile in un dialogo che intreccia antropologia, pedagogia, innovazione e sviluppo territoriale.
Dopo l’accoglienza inaugurale, simbolicamente denominata “Comunità in Ordito”, i saluti istituzionali saranno affidati al sindaco Giuseppe Marasco, al presidente del Club UNESCO di Tropea Giuseppe Maria Romano e a Francesco Rascaglia, responsabile del Club UNESCO per Nicotera. A moderare l’incontro sarà il professor Gabriele Sganga dell’Università Cattolica di Roma. Tra gli ospiti dell’iniziativa sarà presente anche il giornalista Pasquale Petrolo, componente del Corecom, il Comitato regionale per le comunicazioni della Calabria. Il programma si sviluppa come un percorso in tre movimenti, accomunati da un’unica metafora: il filo.
Aracne, il mito e il gesto del tessere
Il primo conduce il pubblico nella dimensione simbolica del mito con “Aracne e la dea: l’orgoglio che tesse”, introdotto da Teresa Cimino, con la lettura dell’attore e regista Saverio Vallone accompagnato dall’arpa di Francesca Ferraro. Un momento in cui la narrazione diventa esperienza estetica e riflessione sulle origini culturali del tessere.
Ricerca, sperimentazione e innovazione tessile
La seconda tappa “Ricerca, sperimentazione e innovazione nella tradizione tessile calabrese”, guarda alla Calabria contemporanea. La professoressa Luigia Angela Iuliano, responsabile ARSAC Calabria, illustrerà le attività di ricerca dedicate alla valorizzazione della tradizione tessile regionale: dalla tintura con pigmenti naturali alla filatura delle fibre locali, fino allo sviluppo di filati innovativi e ai processi di economia circolare che coniugano sostenibilità, ricerca scientifica e supporto alle imprese artigiane. Un esempio concreto di come il patrimonio possa diventare leva di innovazione.
Il valore politico della tessitura
Il terzo momento sarà affidato al professor Silvestro Malara, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che proporrà una riflessione sul valore politico della tessitura attraverso il tema “T-essere: politiche dell’amicizia”. Ispirandosi all’opera di Maria Lai, al concetto di restanza elaborato da Vito Teti e al pensiero di Jacques Derrida, l’intervento inviterà a considerare il filo come simbolo di legami sociali, cura delle comunità e rigenerazione delle aree interne.
Memorie, linguaggi e comunità
A chiudere il percorso sarà ancora Teresa Cimino con “Tessere memorie, tessere linguaggi”, un intervento che parte dall’esperienza educativa per allargarsi alla dimensione antropologica della tessitura. Attraverso la riscoperta della narrazione orale e della relazione educativa, il telaio diventa metafora della costruzione del sapere e della trasmissione della memoria culturale. Gli esempi delle tessitrici Maya del Chiapas e delle Comunità della Thailandia mostrano come ogni tessuto sia anche un linguaggio, un archivio vivente di simboli, identità e appartenenze.
Il convegno si concluderà con lo svelamento di un’opera collettiva, realizzata come segno tangibile dell’intreccio tra istituzioni, ricerca, imprese e comunità, seguito dai ringraziamenti alle aziende del comparto tessile che hanno partecipato l’iniziativa.
Una diversa idea di sviluppo culturale
Più che un semplice incontro dedicato all’artigianato, “L’Arte dell’Ordito e della Trama” propone una diversa idea di sviluppo culturale. Il telaio diventa il paradigma di una società che ricuce, mette in relazione e costruisce futuro senza rinunciare alle proprie radici e alla propria identità.
In un tempo segnato dalla velocità e dalla frammentazione, il gesto lento del tessere torna così a suggerire una possibilità diversa: quella di ricostruire legami tra persone, territori e generazioni. Perché, come ricorda Teresa Cimino, “la memoria non è un luogo in cui tornare, ma un filo da continuare a intrecciare insieme”. (p.p.)










