“Comincio a pensare che il mio operato dia fastidio a gruppi di potere che utilizzano qualcuno all’interno della mia giunta per mettermi in difficoltà. Ma io non mi farò né intimidire, né strumentalizzare”. Mario Murone, sindaco di Lamezia Terme, è tranquillo ma allo stesso tempo perentorio sul da farsi, dopo la diffusione (illecita?) di un audio WhatsApp a lui attribuito, nel quale il primo cittadino definirebbe “straccioni” quanti avevano lamentato la mancanza di addobbi natalizi a Sant’Eufemia.
“Trovo grave – dice Murone – che si sia potuto decontestualizzare un pezzo di chat da un discorso ben più ampio, dal quale chiaramente emerge che l’aggettivo non era certo rivolto ai cittadini, delle cui rimostranze e segnalazioni ho massimo rispetto, bensì a chi strumentalmente cavalcava dei ritardi nei lavori non attribuibili alla macchina comunale”.
Sindaco, sta di fatto che lo spiffero è partito: l’audio è stato diffuso capillarmente con conseguenze tutt’altro che positive.
“Certo, e chi ha violato la mia fiducia e quella degli altri componenti dell’esecutivo pagherà con la rimozione dalla giunta. Quella frase, che ripeto, è stata volutamente sganciata da un ragionamento più ampio, non poteva che arrivare da una chat strettamente riservata e limitata ai soli assessori. Per cui, viene da lì: su questo non ci sono dubbi”.
Cosa intende fare, adesso?
“Semplice: convocherò in questi giorni una riunione ristretta tra i membri dell’esecutivo e chiederò che si faccia avanti chi ha diffuso l’audio”.
E se il nome non dovesse uscire?
“Aprirò una crisi politica, non ci sono dubbi. Davanti a certe bassezze non si può stare a guardare. Se c’è un assessore che commette determinate scorrettezze, al fine di indebolire la mia persona e l’intera amministrazione, questo non può rimanere neanche un minuto in più”.









