28 Luglio 2026
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Calabria a rischio desertificazione, Musumeci lancia l’allarme: “Il cambiamento climatico sta già trasformando il Sud”

Il ministro della Protezione civile indica la regione tra le aree più esposte al degrado del suolo e chiede una nuova strategia per la gestione dell'acqua: "Servono desalinizzazione, riuso delle risorse idriche e maggiore capacità di accumulo"

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La Calabria è già tra le regioni italiane maggiormente esposte al rischio desertificazione. A sostenerlo è il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, che richiama l’attenzione sugli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e sulla necessità di ripensare la gestione delle risorse idriche.
Intervenendo al termine di un incontro con l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale, il ministro ha spiegato che quello della desertificazione non è più un fenomeno limitato alle aree più aride del pianeta, ma una criticità che interessa ormai anche diverse regioni del Mezzogiorno.

“La desertificazione è arrivata anche in Calabria”

Nel suo intervento Musumeci ha inserito la Calabria tra i territori già coinvolti dal fenomeno.
“La desertificazione, che era un fenomeno conosciuto soltanto in Africa, sappiamo che è arrivata in Italia, è arrivata in Sicilia, è arrivata in Calabria, è arrivata in Puglia, quindi il fenomeno potrebbe risalire lo stivale. Significa rendere improduttivo il terreno, il suolo”, ha affermato.

Piogge più intense, ma sempre meno efficaci

Secondo il ministro, il problema non riguarda soltanto la quantità delle precipitazioni, ma il modo in cui si concentrano.
“L’acqua piovana alimenta le nostre fonti, ma una volta 400 millimetri di acqua cadevano in un anno e quindi c’era il tempo di assorbire questa quantità d’acqua. Se 400 millimetri cadono in otto ore, in dieci ore o in un giorno, va tutto in tilt ed è quello che sta accadendo a causa del cambiamento climatico”, ha spiegato.
Una trasformazione che rende sempre più difficile l’assorbimento dell’acqua nel terreno e mette sotto pressione infrastrutture e sistemi di approvvigionamento.

La ricetta: desalinizzazione, depurazione e nuovi invasi

Per affrontare i nuovi scenari climatici, Musumeci indica la necessità di adottare soluzioni già sperimentate in altri Paesi del Mediterraneo.
“Dobbiamo fare quello che fanno in altre parti del bacino mediterraneo: utilizzare la depurazione dell’acqua e la desalinizzazione dell’acqua”, ha dichiarato.
L’obiettivo, ha spiegato, è aumentare la capacità di trattenere l’acqua piovana e ampliare il ricorso al riutilizzo delle risorse idriche.
“Quindi adeguarsi a questo nuovo contesto per assorbire e accumulare quanta più acqua piovana, ma al tempo stesso cominciare a usare l’acqua del mare e l’acqua da depurare, quella che abbiamo già utilizzato ma che può tornare nel riciclo del consumo quotidiano per usi industriali, per usi irrigui, per l’agricoltura”, ha aggiunto il ministro.

“Serve anche una nuova cultura dell’acqua”

Il ministro ha infine richiamato la necessità di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini sull’uso delle risorse idriche.
“Serve un approccio, vorrei dire un’educazione civica, più consapevole da parte del cittadino”, ha concluso Musumeci.
Le dichiarazioni arrivano mentre gli effetti del cambiamento climatico continuano a manifestarsi con crescente frequenza anche in Calabria, tra periodi di siccità prolungata ed eventi meteorologici estremi che stanno mettendo alla prova il territorio e la gestione delle risorse naturali.

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