Questa volta non è come le altre. Non sarà facile dimenticare, men che mai archiviare causa distrazioni di massa. La premiata ditta Cicloni&Disastri sta riscrivendo il programma di governo regionale, oltre che quello nazionale.
Cambia l’agenda politica, dunque, cui le burocrazie ai vari livelli istituzionali dovranno conformarsi, pena una serie infinita di figuracce, che già si annunciano.
E che rischiano di frustrare gli intendimenti manifestati dal Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, alle popolazioni che lo stesso ha incontrato, senza risparmiarsi, in una sorta di tour tra gli orrori idrogeologici.
Dal tappeto rosso alla Regione veloce
Il tappeto rosso “Calabria Straordinaria” deve essere sostituito con un cambio di marcia amministrativa che rechi la dizione “Regione Calabria veloce”.
L’unico “spettacolo” che la Cittadella potrà permettersi di offrire ai calabresi nei prossimi mesi, con l’apporto fondamentale del governo Meloni, potrà essere solo l’accelerazione delle procedure per tentare di mettere in sicurezza fiumi, coste e costoni franosi.
Il pretesto storico per una riforma vera
Roberto Occhiuto ha l’opportunità, meglio sarebbe definirlo, il pretesto storico, per avviare una riforma vera dei dipartimenti e degli uffici preposti ad offrire soluzioni concrete al dissesto idrogeologico.
Un dramma non più eludibile, come la carne martoriata della nostra terra dimostra, nel mentre manager e dirigenti di autorità dormono sotto il piumone giustificazionista delle solite tre mila lentezze burocratiche, che impediscono di spendere soldi che pur ci sono da tempo, vedi l’esempio Crati e quello dei litorali sprovvisti di difese contro le mareggiate.
Una macchina che deve cambiare passo
La presidenza, che conosce bene i limiti della propria macchina, aggravati da uno sfilacciamento continuo della cinghia di trasmissione tra comuni e regione, è chiamata a cambiare i tempi d’intervento.
Non può bastare la riorganizzazione dipartimentale dicembrina.
Non serve a nulla montare e rimontare con la logica delle costruzioni Lego l’architettura interna, se non la riempi di nuovi contenuti umani, di giovani affamati di gloria, di gente agguerrita (ne sono entrati diversi in regione nell’ultimo periodo) che voglia conquistarsi uno spazio a colpi di operatività.
Il fattore umano e la sfida della credibilità
Il fattore umano diventa pertanto decisivo per vincere la sfida dell’allineamento tra la velocità degli indirizzi presidenziali e quella di chi deve tradurli in soluzioni.
Non possiamo essere bravi e celeri solo nella realizzazione di show.
È giunto il momento di dimostrare all’Italia che sappiamo creare in tempi ragionevoli anche opere, manufatti in grado di arginare le piene dei corsi d’acqua e di mitigare l’incedere dell’erosione costiera.
Il presidente rimetta mano all’organizzazione burocratica e sconsigli ai fighetti del glamour che si aggirano in Cittadella, almeno in questa pietosa fase, di promuovere lustrini e pailettes.








