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21 Giugno 2026
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Calabria-Tunisia, nasce l’hub della formazione da 7,4 milioni. Montuoro: “Cooperazione leva strategica di sviluppo”

Il progetto coinvolgerà oltre 3.100 beneficiari e punta a collegare imprese, università e servizi per l’impiego sulle due sponde del Mediterraneo. Occhiuto: "Governare i fenomeni migratori investendo sulle competenze"

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Sono circa 425 chilometri a separare le coste calabresi da quelle tunisine. In mezzo c’è la Sicilia, quasi a impedire che Tunisi e Reggio Calabria si guardino davvero. Ma nel Mediterraneo di oggi le distanze non si misurano più soltanto in miglia marine. Si misurano in relazioni, formazione, lavoro, cooperazione, capacità di costruire ponti dove spesso la politica vede solo confini. È dentro questa cornice che nasce il nuovo progetto internazionale della Regione Calabria: un Hub di Formazione nel Governatorato di Tunisi, pensato per mettere in rete istituzioni, università, imprese e servizi per il lavoro delle due sponde del Mediterraneo. L’iniziativa, denominata “Hub di Formazione in Tunisia – una cooperazione tra pari”, avrà una durata di 36 mesi e un valore complessivo di oltre 7,4 milioni di euro.

Il progetto è stato finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, con il cofinanziamento della Regione Calabria e dei partner coinvolti. I beneficiari diretti saranno circa 3.100, tra giovani, studenti, donne, formatori e operatori del sistema educativo e professionale tunisino.

La Calabria entra nella cooperazione internazionale

Non è soltanto un progetto tecnico. Per la Cittadella regionale è anche un passaggio politico: la Calabria prova a ritagliarsi un ruolo in uno spazio, quello euro-mediterraneo, che per posizione geografica e storia la riguarda direttamente. A rivendicare il percorso è l’assessore regionale alla Cooperazione internazionale, Antonio Montuoro, che lega il risultato a un lavoro iniziato già nella precedente legislatura consiliare, quando guidava la Commissione Bilancio e Relazioni con l’estero. Per l’assessore si tratta di un dato politico e istituzionale non secondario: “Tra le quattro regioni finanziate in tutta Italia c’è la Calabria, unica del Sud. Le altre sono Lombardia, Veneto e Toscana, quindi tre posti che cooperano da anni e adesso ci siamo anche noi. Per la prima volta nella storia”.

Il ruolo di Montuoro e l’audizione con Cirielli

Nel suo intervento pubblico, Montuoro parla di un risultato maturato nel tempo e non di un’iniziativa nata all’improvviso. “Per me oggi non è soltanto la presentazione di un progetto, è il risultato di un percorso nel quale ho creduto fin dall’inizio e sul quale ho lavorato con convinzione e determinazione, prima da Presidente della Commissione Bilancio e Relazioni con l’Estero del Consiglio regionale e oggi da Assessore alla Cooperazione Internazionale della Regione Calabria”.

L’assessore richiama anche un passaggio politico preciso: l’audizione del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, promossa nel marzo del 2025 in Consiglio regionale. “Ricordo bene l’audizione del Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli che promossi nel marzo del 2025 in Consiglio regionale, un evento storico, poiché si è trattato della prima audizione di un viceministro, proprio per discutere del ruolo delle Regioni nella cooperazione allo sviluppo e della necessità di costruire per la Calabria una dimensione internazionale stabile, concreta e strategica”.

Da quella sede, secondo Montuoro, sarebbe partita una linea chiara: portare la Calabria dentro le politiche di cooperazione internazionale, non come periferia, ma come piattaforma mediterranea. “In quella sede sostenemmo una visione chiara: la Calabria, per la sua posizione geografica, la sua storia e la sua vocazione mediterranea, doveva diventare protagonista nelle politiche di cooperazione internazionale e nelle relazioni con i Paesi del Nord Africa”.

Occhiuto: il Mediterraneo come spazio di sviluppo

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, presenta l’hub come il primo tassello di una strategia più ampia. “La Calabria guarda al Mediterraneo come a uno spazio di sviluppo e di opportunità. La realizzazione di questo Hub di formazione rappresenta il primo passo di una strategia ancora più ambiziosa”. L’idea è quella di legare formazione, lavoro e migrazioni regolari, costruendo percorsi di qualificazione direttamente nei Paesi di origine. Una visione che si muove su un terreno delicato: quello della gestione dei flussi migratori, spesso affrontato in Europa più sul piano emergenziale che su quello della programmazione. “Vogliamo sperimentare, in prospettiva, la presenza di Centri per l’impiego in Tunisia, per costruire canali regolari e qualificati di incontro tra domanda e offerta di lavoro e per individuare direttamente nel Paese nordafricano le professionalità richieste dalle nostre imprese”, spiega Occhiuto. E ancora: “È una sfida che affrontiamo con una visione moderna, governando i fenomeni migratori e investendo sulla formazione e sulle competenze, che sono gli strumenti più efficaci per costruire sviluppo e creare nuove opportunità sia per la Calabria sia per i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo”.

Formazione, lavoro e imprese: le due direttrici del progetto

Il progetto si muoverà su due direttrici principali. La prima riguarda la formazione professionale nei comparti dell’edilizia e delle costruzioni, dell’agricoltura, dell’agroalimentare, del turismo e dell’ospitalità. La seconda direttrice interesserà la formazione universitaria, con percorsi sviluppati insieme agli atenei calabresi e tunisini nei campi dell’ingegneria, dell’agroalimentare, delle professioni sanitarie e della mediazione linguistica. Tutti i percorsi saranno integrati con competenze digitali, green, linguistiche, imprenditoriali e con moduli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L’obiettivo dichiarato è creare professionalità spendibili, rafforzare l’occupabilità e favorire un incontro più ordinato tra le esigenze produttive delle imprese e i percorsi formativi dei giovani tunisini.

“Non assistenzialismo, ma leva strategica di sviluppo”

Montuoro insiste su un concetto: la cooperazione non come aiuto calato dall’alto, ma come relazione tra territori. “Ho sempre sostenuto che la cooperazione internazionale non sia assistenzialismo, ma una leva strategica di sviluppo. Significa investire nelle persone, nella formazione, nel capitale umano e nella costruzione di opportunità condivise. Significa creare ponti tra territori, rafforzare relazioni economiche, culturali e istituzionali e generare crescita reciproca”. Il Mediterraneo, nelle parole dell’assessore, non è una linea di separazione ma il luogo in cui si gioca una parte decisiva del futuro europeo e africano. “Il Mediterraneo non è un confine. È il centro di una grande sfida geopolitica, economica e sociale che riguarda il futuro dell’Europa e dell’Africa. E la Calabria può e deve essere protagonista di questa nuova stagione”.

Per Montuoro, l’hub in Tunisia segna dunque l’avvio di una fase nuova: “Con questo progetto rafforziamo il ruolo della nostra Regione come ponte naturale tra Europa e Nord Africa, valorizzando competenze, formazione e cooperazione come strumenti concreti di sviluppo, crescita e stabilità. Investire sulla formazione significa investire sulla stabilità delle comunità, contrastare la disoccupazione giovanile, ridurre le disuguaglianze e favorire uno sviluppo economico e sociale condiviso nell’intera area mediterranea”.

La sfida del Mediterraneo e il nuovo ruolo della Calabria

La Calabria prova a presentarsi non più soltanto come terra di arrivo o di passaggio, ma come soggetto attivo nella costruzione di politiche mediterranee. Una regione che vuole giocare la propria partita nel rapporto tra Europa e Nord Africa, mettendo in campo università, Its Academy, imprese e politiche attive del lavoro. “La nostra regione può diventare una piattaforma di cooperazione e innovazione, mettendo a disposizione le proprie università, gli Its Academy e l’esperienza maturata nelle politiche attive del lavoro”, sottolinea Occhiuto. Per Montuoro, il risultato ha anche un valore simbolico: “Oggi la Calabria dimostra di poter essere protagonista, attrarre risorse e trasformare una visione politica in risultati concreti”.

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