Nacque cento anni fa, il 15 agosto 1926, in una famiglia popolare di Pedace, oggi frazione di Casali del Manco. Diventò sindaca, guidò le lotte dei contadini e delle donne calabresi, conobbe Pablo Picasso e finì nel suo taccuino con un ritratto destinato a entrare nella storia. Ma quando il Partito comunista la espulse, non scomparve dalla politica: tornò davanti agli elettori con una lista civica e il suo paese la rielesse.
La storia di Rita Pisano attraversa quasi quarant’anni di vita politica e sociale della Calabria. Dalla povertà del dopoguerra alle proteste nelle campagne, dalle battaglie per l’emancipazione femminile alla guida del Comune di Pedace, la sua esistenza fu segnata da una militanza vissuta fuori dai palazzi e a diretto contatto con la popolazione.
Dalla bottega alle lotte dei contadini
Figlia di Antonio Pisano e Maria Morrone, Rita crebbe in una famiglia numerosa. Non poté seguire inizialmente un percorso di studi regolare e cominciò a lavorare in un negozio di scarpe. Si formò da autodidatta, leggendo e partecipando alla vita politica del paese, in un territorio che aveva sviluppato una forte tradizione antifascista. Nel 1944, a soli diciotto anni, aderì al Partito comunista italiano. La sua militanza non rimase confinata nella sezione. Rita Pisano partecipò alle rivendicazioni dei lavoratori agricoli e divenne una delle protagoniste delle lotte contadine nella provincia di Cosenza.
Nel 1948 organizzò la protesta delle donne impegnate nella raccolta delle castagne. Le lavoratrici chiedevano una quota maggiore del prodotto raccolto e riuscirono a ottenere la metà, invece del terzo riconosciuto fino a quel momento. La mobilitazione costò a Rita Pisano l’arresto, ma contribuì a trasformarla in un punto di riferimento per le famiglie più povere e per le donne che reclamavano condizioni di lavoro più dignitose.
Picasso e “La jeune fille de Calabre”
Nel 1949 Rita Pisano partecipò al Congresso mondiale della pace di Parigi. Successivamente, durante un incontro organizzato a Roma, conobbe Pablo Picasso. Il pittore spagnolo rimase colpito dal volto e dalla personalità della giovane militante calabrese e decise di ritrarla. Nacque così “La jeune fille de Calabre”, la ragazza di Calabria. Il disegno venne in seguito riprodotto sulla copertina del volume “Gente di Calabria”, curato da Carlo Muscetta e dedicato agli scritti di Vincenzo Padula.
Quel volto tracciato da Picasso non rappresentava una modella o una figura appartenente all’alta società. Era il volto di una ragazza proveniente da un piccolo paese della Presila cosentina, cresciuta in una famiglia popolare e arrivata a Parigi attraverso le battaglie condotte tra i contadini e le raccoglitrici di castagne.
L’elezione a sindaca di Pedace
Negli anni successivi Rita Pisano ricoprì incarichi nel Pci, diventò consigliera comunale a Cassano allo Ionio e a Cosenza e proseguì il proprio impegno per i diritti delle donne. Nel 1966 venne eletta sindaca di Pedace, una delle pochissime donne chiamate in quegli anni a guidare un Comune calabrese. Durante le sue amministrazioni promosse interventi nel settore scolastico, nella viabilità, negli impianti sportivi e nei servizi pubblici, mantenendo un rapporto diretto con la comunità. Divenne celebre anche il confronto con il parroco don Ernesto Leonetti, accostato dagli abitanti al rapporto tra Peppone e don Camillo. I due si punzecchiavano durante comizi e omelie, ma senza trasformare il contrasto politico in ostilità personale.
Espulsa dal Pci, il paese la rielesse
Il passaggio più doloroso arrivò nel 1975, quando Rita Pisano venne espulsa dal Partito comunista. Per molti politici una rottura di quella portata avrebbe rappresentato la fine della carriera. Per lei si trasformò invece in una nuova sfida. Si presentò alle elezioni comunali con la lista civica “Sveglia” e conquistò la maggioranza assoluta. Pedace scelse ancora Rita Pisano, questa volta contro il partito nel quale aveva militato fin da giovanissima. Venne confermata nel 1980, dimostrando che il suo legame con il paese era diventato più forte di qualsiasi apparato.
Morì a Pedace il 31 gennaio 1984, a soli 57 anni. Nel 2019 il Consiglio regionale della Calabria ha intitolato alla sua memoria la sala stampa di Palazzo Campanella. A cento anni dalla nascita, Rita Pisano rimane una delle figure femminili più significative della storia politica calabrese. La ragazza di Pedace che Picasso volle ritrarre, la militante arrestata per aver difeso le raccoglitrici di castagne e la sindaca che riuscì a sopravvivere politicamente persino all’espulsione dal proprio partito.












