Il commercialista calabrese Salvatore Varano, originario di Catanzaro, è tra i promotori territoriali di Futuro Nazionale, il movimento politico fondato dal generale Roberto Vannacci. Secondo quanto dichiarato dallo stesso professionista, avrebbe contribuito alla nascita di oltre 30 comitati distribuiti tra Lombardia, Piemonte e Calabria, diventando un punto di riferimento per l’organizzazione del movimento sul territorio.
Varano non nasconde le proprie ambizioni politiche e afferma di puntare, in prospettiva, a un ruolo istituzionale di primo piano, arrivando a indicare come obiettivo futuro anche il Ministero dell’Economia. Il suo profilo è stato ricostruito nei giorni scorsi da Il Fatto Quotidiano.
Lo studio a Milano e le ambizioni politiche
Cinquantaquattro anni, con uno studio professionale a pochi passi dal Duomo di Milano, Varano si definisce un “uomo d’affari internazionali”, sostenendo di intrattenere rapporti professionali che spaziano da Panama agli Emirati Arabi Uniti.
Pur affermando di essere un semplice iscritto a Futuro Nazionale, riconosce di coordinare numerosi comitati territoriali. Una ricostruzione che, tuttavia, viene ridimensionata dal coordinatore nazionale del movimento, Massimiliano Simoni, il quale ha dichiarato di non conoscerlo.
La condanna in primo grado per false fatture
Sul percorso del professionista pesa una sentenza del Tribunale di Asti, che lo ha condannato in primo grado a cinque anni e tre mesi di reclusione nell’ambito di un’inchiesta relativa a un presunto sistema di false fatturazioni.
Secondo l’impianto accusatorio accolto dal giudice nel rito abbreviato, Varano avrebbe organizzato un meccanismo basato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti, inserito in un più ampio circuito economico che, secondo gli investigatori, avrebbe movimentato circa 85 milioni di euro, anche attraverso trasferimenti di denaro verso la Cina.
Per l’accusa, il commercialista sarebbe stato il presunto ideatore del sistema grazie alle proprie competenze professionali.
Attraverso il proprio difensore, Varano ha annunciato ricorso in Appello. La condanna, pertanto, non è definitiva.
L’inchiesta Hydra e l’archiviazione
Il nome di Salvatore Varano compare anche negli atti dell’inchiesta Hydra, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. Nel 2021, quando era candidato sindaco di Milano con una lista civica, venne iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, quella posizione è stata successivamente archiviata, senza arrivare a un processo. Varano ha sempre respinto ogni contestazione, dichiarando di non aver mai avuto rapporti con esponenti della criminalità organizzata e definendo infondate le ricostruzioni che lo hanno riguardato.
Dalla candidatura a Milano ai progetti futuri
Durante le elezioni comunali milanesi del 2021, Varano decise di rinunciare alla propria candidatura a sindaco, scegliendo di sostenere il candidato del centrodestra Luca Bernardo. Oggi continua a dichiararsi disponibile a ricoprire incarichi istituzionali e guarda a un futuro politico che potrebbe passare sia da una nuova candidatura a sindaco di Milano, sia da un eventuale ruolo di governo. Un percorso che, allo stato, resta accompagnato dalla vicenda giudiziaria relativa alla condanna di primo grado, ancora pendente e destinata a essere riesaminata nel giudizio d’Appello.











