Prima esaurire le graduatorie vigenti, solo dopo bandire nuovi concorsi. È questo il cuore della proposta di legge presentata in Consiglio regionale dalla Lega, con il capogruppo Giuseppe Mattiani e il consigliere Gianpaolo Bevilacqua, che punta a introdurre un principio di priorità assoluta nello scorrimento delle graduatorie esistenti. Il primo esame in seconda commissione ha infatti confermato tutte le sensibilità della materia, tra esigenze di risparmio, valorizzazione del merito, diritti degli idonei e aspettative di chi attende nuovi concorsi per entrare nella Pubblica amministrazione.
“Intervento coraggioso per valorizzare il merito”
Nella relazione illustrativa, Mattiani e Bevilacqua spiegano che l’attuale scenario della Pubblica amministrazione regionale richiede un intervento normativo capace di conciliare efficienza amministrativa, valorizzazione del merito e contenimento della spesa pubblica. L’obiettivo, secondo i due consiglieri leghisti, è quello di superare la frammentazione delle procedure concorsuali che spesso comporta un dispendio di risorse umane ed economiche per bandire nuove selezioni, nonostante la presenza di graduatorie ancora valide composte da candidati che hanno già superato prove selettive. La proposta mira dunque a stabilire che la Regione Calabria e gli enti sottoposti a vigilanza, indirizzo o controllo debbano procedere allo scorrimento delle graduatorie valide prima di indire nuovi concorsi.
Coinvolti anche Comuni e Province
Il testo non guarda soltanto alla Regione. La proposta prevede anche il coinvolgimento di Anci Calabria e delle Province, con l’obiettivo di favorire un percorso analogo negli enti locali. Secondo Mattiani e Bevilacqua, molti Comuni calabresi, soprattutto quelli più piccoli, si trovano spesso nell’impossibilità di bandire concorsi per singoli posti. Per questo, la possibilità di attingere a graduatorie regionali o di altri Comuni attraverso protocolli d’intesa viene indicata come una soluzione pragmatica per garantire personale qualificato in tempi rapidi.
Il voto slitta: chiesti approfondimenti
Dopo un dibattito articolato, la commissione ha deciso di rinviare il voto. Da Fratelli d’Italia è arrivata un’apertura, ma anche la richiesta di ulteriori approfondimenti. La consigliera Luciana De Francesco ha richiamato la direzione già avviata in ambito sanitario, proponendo però audizioni con soggetti istituzionali, associazioni e sindacati.
Anche Forza Italia, con Marco Polimeni, ha chiesto verifiche. Pur riconoscendo la necessità di arrivare a forme di risparmio nella gestione degli enti locali, Polimeni ha sottolineato l’opportunità di analizzare le varie sfaccettature della proposta, compresa la possibile procrastinazione dei tempi per chi, nel frattempo, ha acquisito il titolo per l’ingresso nel mondo del lavoro.
Le perplessità dell’opposizione
Più marcate le perplessità arrivate dall’opposizione. Enzo Bruno, del gruppo Tridico Presidente, ha presentato emendamenti spiegando la necessità di tutelare sia chi è già inserito in graduatoria, sia chi ambisce, avendone diritto, a concorrere per l’accesso al pubblico impiego. A pesare sul confronto anche il parere del Dipartimento per la valorizzazione del capitale umano e l’innovazione nel lavoro pubblico, formalizzato agli atti della commissione, che evidenzia alcuni aspetti definiti equivoci nel verbale della riunione.
Il nodo dei possibili contrasti con la normativa statale
Nel dibattito è emerso anche l’avviso del settore Assistenza giuridica, richiamato da Bruno, secondo cui potrebbero profilarsi contrasti con la normativa statale. Un tema che impone ulteriori verifiche, anche alla luce dei possibili effetti sulle leggi di proroga in vigore, in particolare nel settore sanitario. Il quadro, dunque, resta aperto. La proposta della Lega punta a trasformare lo scorrimento delle graduatorie in una corsia preferenziale prima di nuovi concorsi. Ma tra dubbi tecnici, profili di legittimità e ricadute politiche e amministrative, la partita è appena iniziata.









