Dopo l’ultima seduta del consiglio regionale, torna il pagellone, la nostra rubrica a trazione satirica. Ricordiamo che essa ha un unico obiettivo: avvicinare i calabresi ai lavori della propria massima assise elettiva. Lontano da noi, quindi, la volontà di dare patenti o peggio giudicare. Chi siamo per farlo? Voti e giudizi lasciano il tempo che trovano e sono funzionali alla causa, crediamo nobile, di spingere sempre più calabresi a guardare le sedute del consiglio regionale.
Filippo Pietropaolo 8
Si prende, a ragione, i complimenti dell’opposizione, dopo aver esposto con serenità e competenza i punti qualificanti di un provvedimento che, al di là del conforto economico dato alle famiglie degli sventurati braccianti arsi vivi nella sibaritide, ribadisce al mondo intero che la Calabria è di un’altra pasta umana.
Scutellà 7
Con piglio da signorina Rottermeier cazzìa Occhiuto che osa lasciare l’aula nel mentre la pentastellata svolge il proprio intervento. Poi annuncia alla Calabria che lo stesso presidente, il prossimo anno, spiccherà il volo per Roma. Profetessa in patria. Non contenta, la ragazza terribile di Rossano, punzecchia pure quel briccone di Orlandino Greco reo di considerarla poco attaccata alla Calabria.
Alecci 8
Rimette in moto, da stratega della Jonica quale egli è, la macchina del prossimo repulisti dirigenziale riportando al centro del dibattito la valutazione sull’efficienza di certuni burocrati che spesso ‘ammucciano’ la loro straordinaria arte del non fare (ben retribuita) dietro i politici, financo dietro lo stesso presidente della regione, “tanto prima o poi ce lo cacciamo dalle nespole”. Ma costoro non sanno che, più prima che poi, Occhiuto si fodererà la poltrona con pelle di chiappe dirigenziali, anche grazie ad Alecci.
Laghi 10
(Se fosse un consigliere di maggioranza).
Madeo 7
Finalmente una che spiega la non sottilissima differenza tra legislatura e consiliatura, dal momento che non si contano i politici che confondono ancora il potere di fare leggi con quello di deliberare.
Bruno 8
Con l’opportunismo sotto porta che fu del grande e compianto Totò Schillaci, approfitta della seduta consiliare per ricordare a Roberto Occhiuto che la battaglia sulla eliminazione del bollo auto “l’abbiamo inventata noi tridichiani”. La contesa comunque, sulla paternità non finirà oggi, ne vedremo delle belle, anzi degli Bolli.
Greco (Filomena) 9
Per la risposta data in pubblico al cronista che si era permesso di scrivere nel precedente Pagellone che la nostra interviene sempre su tutto: “Io sono pagata per parlare e dire la mia su tutto”.









