Negli ultimi cinque anni il numero di persone con disturbi psichiatrici seguite dai servizi pubblici è aumentato in modo costante. Gli specialisti stimano oggi circa 1 milione di italiani in cura, contro gli 845mila del 2024.
Nel solo 2024 si contano:845.516 utenti seguiti dai servizi specialistici; oltre 10 milioni di prestazioni erogate; 636.113 accessi in pronto soccorso per motivi psichiatrici; 4.586 trattamenti sanitari obbligatori. Un quadro che evidenzia una pressione crescente su un sistema già fragile.
L’allarme degli psichiatri: personale insufficiente
La Società Italiana di Psichiatria (Sip) segnala una forte criticità sul fronte delle risorse umane. Secondo i dati presentati:
“Il personale complessivo nelle Unità psichiatriche pubbliche è pari a 33.142 unità, ma servirebbe almeno un 30-40% in più per far fronte alla domanda cresciuta del 10-15% nel post-Covid”
Gli operatori sono così distribuiti:14% medici; 7% psicologi; 37% infermieri. La conseguenza è un accesso sempre più difficile alle cure, soprattutto per le terapie psicoterapeutiche, con liste d’attesa in aumento.
Finanziamenti bassi e disuguaglianze regionali
Il nodo economico resta centrale. In Italia solo il 3% del Fondo sanitario nazionale è destinato alla salute mentale, contro percentuali molto più alte di altri Paesi europei.In Francia si arriva al 10%, in Germania al 12%, nei Paesi scandinavi al 15%”
Accanto alla carenza di risorse, emerge una forte disomogeneità territoriale. Alcune regioni del Nord mostrano una maggiore capacità di presa in carico, mentre altre aree restano indietro.
Esempi: Emilia-Romagna: 234,8 utenti ogni 10.000 abitanti; Provincia di Bolzano: oltre 327 utenti ogni 10.000; Liguria: 447 utenti ogni 10.000 (dato più alto in Italia); Lazio: tassi di riammissione ospedaliera oltre il 20%; Sud e aree interne: forte carenza di personale
Giovani e fragilità emergenti
Secondo gli psichiatri, adolescenti e giovani adulti rappresentano una delle fasce più critiche.“Spesso sfuggono alla presa in carico e necessitano di interventi precoci e continui”La fase di transizione verso l’età adulta è indicata come uno dei punti più vulnerabili del sistema.
Rems e liste d’attesa: un’altra emergenza
Criticità anche sul fronte delle Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza):632 persone ospitate; circa 750 in lista d’attesa; tempi di attesa fino a 12 mesi; Un sistema definito dagli esperti “al limite della saturazione”.
La proposta: una cabina di regia nazionale
La Sip propone l’istituzione di una conferenza permanente delle Regioni per monitorare servizi e criticità.“È necessario rafforzare il coordinamento e garantire uniformità nell’accesso alle cure”
Il piano del governo e le prospettive
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato il nuovo Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030, con risorse aggiuntive progressive:80 milioni nel 2026; 85 milioni nel 2027; 90 milioni nel 2028; 30 milioni strutturali dal 2029. Un intervento definito “non a risorse invariate”, attualmente al vaglio del MEF e della Conferenza Stato-Regioni.
*Fonte: ANSA









