Ci sono trasformazioni politiche che si sviluppano nell’arco di anni. Quella che sta vivendo la Lega in Calabria, invece, si sta consumando in pochi mesi.
Da febbraio a oggi il partito di Matteo Salvini sta registrando un’emorragia che racconta qualcosa di più di un semplice cambio di casacca: la progressiva perdita di pezzi di una classe dirigente che negli anni ha contribuito a costruire il radicamento del Carroccio nel Mezzogiorno e che oggi guarda al progetto politico di Roberto Vannacci.
Il 3 febbraio 2026 Vannacci annuncia contemporaneamente l’uscita dalla Lega e la nascita del nuovo partito. “Inseguo un sogno, e vado lontano. Il mio impegno è quello di cambiare l’Italia. Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo”, dichiara il generale in quelle ore.
In pochi mesi quel progetto assume una dimensione nazionale con 94mila iscritti dichiarati e otto deputati alla Camera.
In questo contesto, la Calabria rappresenta una delle realtà territoriali in cui il movimento sta crescendo con maggiore rapidità.
Da Cosenza a Reggio: 46 comitati e 2.000 iscritti in due mesi e mezzo
“In soli due mesi e mezzo dall’avvio del tesseramento, abbiamo già superato la soglia dei 2.000 iscritti nella regione, sostenuti da una rete capillare di oltre 46 comitati attivi da Cosenza a Reggio Calabria”, dichiara Rossano Sasso, responsabile per il Sud di Futuro Nazionale, il 22 maggio durante una convention organizzata a Cosenza.
Nello stesso intervento lancia un messaggio agli alleati del centrodestra sostenendo che “senza l’apporto valoriale e numerico del movimento di Vannacci l’intera coalizione rischia lo schianto“, ribadendo anche la disponibilità a correre autonomamente in assenza di un’intesa politica. I numeri fotografano una struttura organizzativa in rapida espansione. A Catanzaro i comitati attivi raggiungono quota dodici, mentre a Reggio Calabria si costituisce il comitato metropolitano, il numero 624 a livello nazionale, con l’obiettivo di coordinare l’attività nell’area dello Stretto.
Dima e Falvo, l’approdo della destra storica
Nel Cosentino il progetto di Futuro Nazionale sta raccogliendo adesioni provenienti soprattutto dall’area della destra tradizionale. Giovanni Dima, già deputato del Popolo della Libertà, assessore regionale, gravitato per qualche anno in Fratelli d’Italia — in cui non trova ampi margini di manovra — formalizza il suo ingresso nel nuovo movimento pochi giorni prima della convention del 22 maggio.
Con lui aderisce anche Fabrizio Falvo, esponente della destra proveniente dall’esperienza del Movimento Sociale Italiano e successivamente di Alleanza Nazionale. Il suo ingresso matura in coincidenza con la confluenza del movimento “Indipendenza” guidato da Gianni Alemanno.
Falvo spiega di aver aderito in modo “convinto” a “un progetto politico credibile e trasparente”, sostenendo che in Calabria esista “un’assenza oggettiva di una destra autenticamente rappresentata”.
Un giudizio che contiene anche una critica indiretta all’attuale assetto del centrodestra regionale guidato da Roberto Occhiuto.
Corigliano Rossano e il peso della rappresentanza
Uno dei territori in cui Futuro Nazionale appare maggiormente organizzato è Corigliano Rossano. Nella terza città della Calabria si costutuiscono tre comitati che esprimeranno complessivamente sette delegati all’Assemblea Costituente del 13 e 14 giugno.
Dal comitato guidato da Giovanni Dima parteciperanno lo stesso Dima, Angelo Turchitto e Laura Maria Lores. Dal comitato Antoniotti — fratello dell’ex sindaco di Rossano — sono designati lo stesso Giovanni Antoniotti e Leonardo Calarota, mentre da quello Spataro parteciperanno Daniele Spataro e Claudia Galati.
I referenti locali evidenziano il crescente numero di adesioni registrate sul territorio e la presenza di numerosi giovani tra gli iscritti. Tra le richieste che porteranno all’assemblea nazionale vi è quella di inserire nel programma misure specifiche per il rilancio del Mezzogiorno e della Sibaritide.
Lamezia Terme: nasce il primo gruppo consiliare
A Lamezia Terme si concretizza uno dei passaggi politicamente più significativi per Futuro Nazionale in Calabria. Lì nasce il primo gruppo consiliare del movimento nella regione.
Ne fanno parte i consiglieri comunali Massimo Cristiano e Carmine Villella, entrambi vicini al deputato Domenico Furgiuele, e l’assessora all’Ambiente Donatella Amicarelli. Tutti e tre provengono dall’area leghista.
Nel comunicato che accompagna la scelta, gli amministratori definiscono l’adesione “coerente con il percorso che da sempre ci contraddistingue”, collegandola direttamente alla decisione assunta a livello nazionale dallo stesso Furgiuele.
Castrovillari e la candidatura di Salerno
Anche a Castrovillari il progetto di Vannacci trova spazio attraverso l’adesione di Eugenio Salerno, ex coordinatore cittadino della Lega, già consigliere e assessore comunale.
Salerno viene nominato responsabile del comitato costituente locale di Futuro Nazionale: si candida a sindaco proprio di recente alle amministrative. La sua lista, “Futuro Castrovillari”, ottiene 231 voti, l’1,81%.
Una scelta, comunque, che introduce un nuovo elemento nel quadro politico cittadino e che incide sugli equilibri del centrodestra locale.
Il caso Furgiuele e l’addio alla Lega
Il passaggio di maggiore rilievo sul piano nazionale arriva però il 6 giugno, quando Roberto Vannacci annuncia l’adesione di quattro nuovi deputati alla Camera.
Dalla Lega trasmigrano il calabrese Domenico Furgiuele e il veneto Gianangelo Bof; da Forza Italia Davide Bergamini e Attilio Pierro. Con loro anche l’ex eurodeputato Antonio Maria Rinaldi.
Furgiuele lascia la Lega dopo dodici anni di militanza. In una lunga nota spiega di non riconoscersi più nell’evoluzione politica del partito, criticando alcune posizioni assunte negli ultimi anni su temi come i diritti Lgbt e il sostegno all’Ucraina.
“Non ho mai scelto la comodità. Scelgo ancora una volta l’Idea. Scelgo ancora una volta la trincea. Scelgo ancora una volta il combattimento. Scelgo il generale Roberto Vannacci”, scrive.
Furgiuele nel 2022 viene eletto alla Camera nel collegio uninominale di Corigliano Rossano.
L’incognita Mattiani
Un’altra vicenda osservata con attenzione riguarda Giuseppe Mattiani, consigliere regionale e capogruppo della Lega a Palazzo Campanella.
Il suo nome è indicato come tra quelli accreditati per transitare nella giunta Occhiuto nell’ambito dell’allargamento dell’esecutivo regionale.
Mattiani, che alle ultime regionali incrementa il proprio consenso personale passando da 11.200 a 12.650 preferenze, rappresenta uno degli esponenti più forti del partito in Calabria.
Negli ambienti politici regionali circolano indiscrezioni che lo accostano a Futuro Nazionale.
Al momento non vi sono conferme, ma un eventuale passaggio avrebbe effetti rilevanti sugli equilibri interni della Lega calabrese — e di conseguenza dell’esecutivo Occhiuto — privando il partito di una delle sue figure istituzionali più rappresentative.
Una sfida aperta nel centrodestra calabrese
Dietro i numeri registrati da Futuro Nazionale in Calabria emerge una dinamica politica che il centrodestra regionale osserva con attenzione.
La Lega arriva da una fase complicata, segnata anche dalle difficoltà emerse nelle recenti amministrative, e deve confrontarsi con la crescita di un soggetto politico che punta a intercettare una parte del proprio elettorato e della propria classe dirigente.
In tutto questo la Calabria si pone come terreno ancora da arare: chi scommette sulla meteora si potrebbe ritrovare a osservare una stella fissa a destra.









