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14 Giugno 2026
14 Giugno 2026
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Depositi costieri, il sindaco di Vibo replica alle accuse: “Politica silente? In un anno più fatti che negli ultimi 50”

Enzo Romeo risponde alle dichiarazioni dell'imprenditore Francesco Cascasi sulla presunta assenza della politica nella vicenda della delocalizzazione dei depositi petroliferi di Vibo Marina. “Abbiamo lavorato con serietà”

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Non nasconde sorpresa e rammarico il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, nel replicare alle affermazioni del dott. Cascasi, che ha parlato di una politica assente nella complessa vicenda della delocalizzazione dei depositi costieri. “Mi chiedo sinceramente a quale politica e a quale amministrazione egli si riferisca, perché per quanto riguarda quella che ho l’onore di guidare posso affermare con assoluta certezza che mai come nell’ultimo anno questo ente si è mosso con concretezza, serietà e incisività”.

L’apertura della Meridionale Petroli e il ruolo del Comune

Secondo Romeo, l’amministrazione comunale ha affrontato il problema fin dall’inizio, ottenendo un primo risultato politico rilevante: “Abbiamo ottenuto un’apertura formale da parte della Meridionale Petroli, con il presidente Ammaturo che è venuto personalmente in municipio per confermare la massima disponibilità a valutare il trasferimento”. Un passaggio che, per il sindaco, smentisce l’idea di immobilismo e dimostra l’avvio di un percorso concreto, non meramente dichiarativo.

Autorità portuale e Consiglio comunale: atti ufficiali

Nel percorso istituzionale avviato dal Comune, un ruolo centrale è stato svolto anche dall’Autorità di sistema portuale, che – sottolinea Romeo – ha sempre manifestato sostegno alla posizione dell’amministrazione. Fondamentale, inoltre, la scelta del Consiglio comunale, che ha approvato all’unanimità una delibera con cui si dichiara la necessità di delocalizzare la Meridionale Petroli, nel rispetto delle esigenze dell’azienda e dei livelli occupazionali. “Un atto politico chiaro, formale, condiviso, che non può essere ignorato”.

Il nodo dell’area alternativa: il terreno del Corap

Sul piano operativo, l’amministrazione rivendica un ulteriore passaggio decisivo: la disponibilità di un’area alternativa. “Abbiamo ottenuto dal Corap la disponibilità di un terreno nell’area industriale del Comune, idoneo ad accogliere il nuovo sito”.

Romeo rivendica anche un metodo basato sull’ascolto: “Abbiamo avviato un confronto diretto con la cittadinanza e le associazioni, ascoltando le loro istanze e costruendo insieme una visione condivisa per il futuro del porto e del territorio”.

La conferenza dei servizi e le osservazioni formali

Altro punto chiave riguarda la preparazione tecnica e amministrativa alla conferenza dei servizi. Il Comune, spiega Romeo, ha raccolto documentazione tecnica, planimetrie e persino un video con drone per mostrare l’impatto dell’attuale collocazione dei serbatoi. “Il nostro impegno non è stato di facciata. Abbiamo notificato formali osservazioni per evidenziare l’incompatibilità, anche per ragioni di incolumità pubblica, del rinnovo della concessione nel sito attuale”.

Il percorso, assicura il sindaco, è tutt’altro che concluso. A breve è previsto un incontro con il nuovo assessore regionale, mentre restano aperti i contatti con il Ministero delle Infrastrutture. “Dopo l’incontro al Ministero attendiamo un riscontro per possibili finanziamenti utilizzabili per il trasferimento dell’azienda”.

“Altro che politica assente”

Alla luce di quanto elencato, Romeo respinge con decisione l’accusa di inerzia: “Trovo ingeneroso parlare di politica assente. L’amministrazione comunale è pienamente presente, attiva e responsabile”.

E rilancia con una considerazione destinata a far discutere: “Non abbiamo contezza di un impegno come il nostro, negli ultimi 50 anni, per la risoluzione di questo problema”. Il comunicato si chiude con un invito – tutt’altro che neutro – al dott. Cascasi: “Mi piacerebbe capire a quale politica si riferisca, certo che non avrà difficoltà a riconoscere l’impegno concreto che il Comune di Vibo Valentia ha profuso e continuerà a profondere”.

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