25 Agosto 2026
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Emergenza idrica in Calabria, Scutellà: “147 milioni fermi mentre la Calabria soffre la sete. Caro Occhiuto, ti spiego come spenderli”

La consigliera regionale punta il dito contro ritardi e perdite della rete e propone il piano straordinario "Calabria Acqua 2030"

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La crisi idrica in Calabria non accenna a ridursi e, secondo la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale Elisa Scutellà, non può più essere affrontata come un’emergenza temporanea. Il problema, sostiene la consigliera, riguarda ormai strutturalmente le infrastrutture regionali, con reti obsolete e perdite che continuano a pesare su cittadini e Comuni.

Scutellà punta inoltre il dito contro le risorse destinate alla resilienza del sistema idrico, sostenendo che 147 milioni di euro non sarebbero ancora stati trasformati in interventi concreti sulle reti.

Acqua razionata e reti che disperdono risorse

In diversi territori calabresi, sottolinea la capogruppo M5S, continuano a registrarsi interruzioni del servizio, cali di pressione e razionamenti.

A fronte di questa situazione, una quota rilevante dell’acqua immessa nelle condotte andrebbe persa a causa delle condizioni delle infrastrutture. “I cittadini e i Comuni sostengono costi sempre più elevati, ma le condizioni delle reti non sembrano migliorare”, afferma Scutellà.

Da qui la richiesta di fare chiarezza sul funzionamento del sistema regionale e, in particolare, sulle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti. “È necessario aprire una riflessione seria sul ruolo di ARRICAL e di Sorical, ciascuna per le rispettive competenze, affinché sia garantita piena trasparenza sull’utilizzo delle risorse e sugli investimenti destinati al miglioramento delle infrastrutture idriche”, aggiunge la consigliera.

“147 milioni destinati alla resilienza idrica”

Il punto centrale della denuncia riguarda le risorse europee destinate alla resilienza idrica.

Secondo Scutellà, nonostante la gravità della situazione, i finanziamenti disponibili non sarebbero ancora stati tradotti pienamente in opere capaci di incidere sulle criticità della rete. “Ancora più incomprensibile è che, nonostante la gravità della situazione, le risorse europee destinate alla resilienza idrica non siano state ancora pienamente tradotte in interventi concreti sulle reti”, sostiene la capogruppo M5S.

Per Scutellà non è sufficiente intervenire sulle conseguenze dell’emergenza: occorre affrontare il problema strutturale delle perdite della rete idrica calabrese. “Non possiamo continuare a chiedere sacrifici ai cittadini senza affrontare il vero problema: una rete idrica che in molti territori è ormai un colabrodo”, afferma.

La mozione per “Calabria Acqua 2030”

Per affrontare la questione, Scutellà annuncia la presentazione di una mozione per l’adozione del Piano straordinario “Calabria Acqua 2030”. La proposta punta al risanamento delle reti regionali e, soprattutto, all’attivazione delle risorse già disponibili.

Il piano dovrebbe prevedere una mappatura completa delle infrastrutture idriche, maggiore trasparenza sugli investimenti e una programmazione pluriennale degli interventi, utilizzando in maniera coordinata fondi europei, nazionali e regionali. L’obiettivo è trasformare quella che oggi viene percepita come un’emergenza ricorrente in un programma strutturale di ammodernamento della rete idrica.

L’appello ai Comuni: “Facciamo squadra”

La capogruppo del M5S rivolge infine un appello alle amministrazioni comunali calabresi, chiedendo un’iniziativa istituzionale coordinata. “È il momento di fare squadra e approvare in ogni Consiglio comunale atti d’indirizzo condivisi per creare una rete di pressione istituzionale forte e compatta”, afferma Scutellà.

Secondo la consigliera, i territori dovrebbero documentare puntualmente le condizioni delle proprie infrastrutture, quantificare i costi sostenuti e chiedere tempi certi per la realizzazione degli interventi. “Dobbiamo denunciare insieme lo stato critico delle nostre condotte, quantificare con precisione i costi sostenuti dagli enti e dai cittadini e pretendere cronoprogrammi certi per l’avvio e la conclusione delle opere”, conclude.

La sfida, secondo Scutellà, è quindi quella di mettere attorno allo stesso tavolo Regione Calabria, Arrical, gestore del servizio e Comuni, trasformando le criticità segnalate dai territori in una pressione istituzionale capace di accelerare gli interventi.

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