18 Agosto 2026
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Violenza in famiglia a Crotone, anni di maltrattamenti a moglie e figlio. Arrestato un 49enne

L'intervento dei Carabinieri e l'immediata attivazione delle procedure d'urgenza del "Codice Rosso" hanno consentito di mettere al sicuro la donna e il bambino. Il Gip emette l'ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della Procura.

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Un lungo incubo domestico andato avanti per anni si è interrotto grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri e al rapido scatto delle tutele previste dal “Codice Rosso”. I militari della Stazione di Crotone hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 49 anni, residente nel capoluogo pitagorico, accusato di reiterati episodi di maltrattamenti fisici e verbali ai danni dei propri familiari.

La vicenda ha avuto una svolta decisiva nei giorni scorsi, quando la moglie convivente dell’uomo ha sollecitato l’intervento d’urgenza di una pattuglia dell’Arma. All’arrivo dei militari, la donna ha trovato il coraggio di rompere il silenzio, denunciando le continue e gravi vessazioni patite all’interno delle mura domestiche. La priorità assoluta degli operanti si è concentrata sulla tutela della vittima e del figlio minore della coppia, che sono stati immediatamente presi in carico e allontanati dall’abitazione per scongiurare qualsiasi ulteriore pericolo.

L’attivazione del Codice Rosso e la misura cautelare

La segnalazione ha fatto scattare seduta stante l’iter giudiziario d’urgenza previsto dalle norme a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Le tempestive indagini condotte dai Carabinieri, d’intesa con la Procura della Repubblica di Crotone, hanno consentito di riscontrare in tempi rapidissimi i fatti denunciati e di delineare un quadro indiziario di estrema gravità.

Alla luce degli elementi raccolti, il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto integralmente la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero, disponendo nei confronti del 49enne l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere. L’uomo è stato quindi condotto presso la casa circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre per la madre e il figlio prosegue il percorso di protezione e supporto garantito dalla rete assistenziale.

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