7 Settembre 2026
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Finanziamento perso dal Comune di Vibo, l’opposizione compatta: “Ora ci spieghino chi ha sbagliato”

Il Gruppo di opposizione incalza la maggioranza: "Chi controllava? Chi ha verificato la documentazione? Chi si è assunto la responsabilità di quella pratica?

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“Aveva finalmente un finanziamento importante da portare a casa, uno dei pochi risultati concreti che poteva rivendicare in termini di capacità di intercettare risorse. Un progetto da quasi 2,4 milioni di euro per Vena e Piscopio, un intervento che avrebbe potuto rappresentare un’occasione concreta di riqualificazione per due importanti quartieri della città. E invece cosa è successo? Abbiamo perso il finanziamento. E non perché Vibo Valentia sia arrivata ultima in graduatoria, non perché il progetto fosse stato bocciato per la sua qualità, non perché mancassero le risorse. Lo abbiamo perso per un errore nella documentazione trasmessa”. E’ quanto afferma il Gruppo di opposizione in seno al Consiglio comunale di Vibo Valentia formato da Forza Italia Fratelli d’Italia, Cuore vibonese, Noi moderati, Identità territoriale e Antonella Petracca Gruppo misto.

“Una vicenda incredibile”

Il Gruppo aggiunge: “È questo l’aspetto che rende la vicenda ancora più grave e, francamente, persino surreale. Un’amministrazione che dovrebbe garantire massima attenzione, controllo degli atti, competenza e professionalità è riuscita nell’impresa di compromettere un finanziamento milionario per un errore documentale. Da primi per finanziamento a barzelletta della Calabria. Vibo era riuscita a piazzarsi ai vertici della graduatoria regionale. Un risultato che questa amministrazione avrebbe potuto utilizzare per dimostrare finalmente di essere capace di programmare, progettare e intercettare risorse. E invece è arrivata la beffa: il finanziamento viene cancellato e la città resta con un pugno di mosche. Quasi 2,4 milioni di euro che avrebbero dovuto tradursi in interventi concreti per Vena e Piscopio rischiano di evaporare per una vicenda che ha dell’incredibile. E mentre qualcuno proverà probabilmente a raccontare questa storia come una semplice svista burocratica, noi riteniamo che sia arrivato il momento di chiamare le cose con il loro nome: questa è una clamorosa dimostrazione di incapacità amministrativa. Perché amministrare non significa soltanto partecipare ai bandi, fare comunicati quando arrivano le buone notizie e rivendicare i risultati. Amministrare significa portare i finanziamenti fino in fondo. Significa controllare gli atti, verificare la documentazione, seguire le procedure con attenzione e assumersi la responsabilità delle decisioni”.

Le inevitabili domande

Afferma ancora l’opposizione: “Quando si gestiscono milioni di euro di risorse pubbliche, gli errori possono costare carissimi. E a pagare, alla fine, non sono gli amministratori: pagano i cittadini. Pagano Vena e Piscopio, che vedono sfumare interventi attesi da anni. Paga Vibo Valentia, che perde un’importante occasione di riqualificazione. Pagano tutti quei cittadini che assistono increduli all’ennesimo pasticcio amministrativo. E allora le domande sono inevitabili: chi controllava? Chi ha verificato la documentazione? Chi si è assunto la responsabilità di quella pratica? Perché un finanziamento di questa portata, arrivato addirittura ai vertici della graduatoria regionale, è stato compromesso da un errore che poteva e doveva essere evitato? I cittadini hanno il diritto di saperlo. Non bastano comunicati stampa. Non bastano spiegazioni generiche. Non basta scaricare tutto sulla complessità della burocrazia. Qui ci sono quasi 2,4 milioni di euro e un progetto destinato a due importanti quartieri della città che rischia di saltare. Questa amministrazione deve venire in Consiglio comunale e spiegare pubblicamente cosa è successo, quali controlli sono stati effettuati, chi ha sbagliato e soprattutto cosa intende fare concretamente per tentare di recuperare il finanziamento. Perché una cosa deve essere chiara: non accetteremo che questa vicenda venga archiviata come una semplice svista. Se davvero si ritiene che si sia trattato di un errore materiale, si faccia tutto ciò che la legge consente per difendere il finanziamento e gli interessi della città. Si percorra ogni strada amministrativa e giudiziaria possibile. Si faccia tutto ciò che è nelle possibilità dell’amministrazione per evitare che Vibo perda definitivamente queste risorse. Ma soprattutto si dica la verità ai cittadini. Perché il problema non è soltanto aver perso un finanziamento. Il problema è ciò che questa vicenda racconta della capacità amministrativa di chi oggi governa Vibo Valentia. Siamo passati dall’annunciare con orgoglio un progetto arrivato ai vertici della graduatoria regionale al dover spiegare ai cittadini perché quel finanziamento non c’è più. È una parabola che fotografa perfettamente questa amministrazione: si parte con gli annunci e si finisce con le occasioni perse”.

“I cittadini meritavano altro”

Poi conclude: “Oggi Vibo rischia di diventare una barzelletta, non per colpa della città, dei suoi cittadini o dei suoi quartieri, ma per colpa di un’amministrazione che non riesce nemmeno a portare a compimento uno dei pochi risultati concreti che era riuscita a ottenere. Vena e Piscopio meritavano rispetto. Vibo Valentia meritava competenza. I cittadini meritavano un’amministrazione all’altezza delle opportunità che la città è riuscita a conquistare. Invece ci ritroviamo davanti all’ennesima occasione persa. Come gruppo di opposizione continueremo a chiedere chiarezza, responsabilità e trasparenza. Perché quasi 2,4 milioni di euro non sono un dettaglio, non sono una pratica qualsiasi e non sono una cifra da liquidare con una spiegazione burocratica. Sono soldi destinati alla nostra città. E i cittadini hanno tutto il diritto di sapere perché questa amministrazione è riuscita nell’impresa di perderli”.

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