28 Giugno 2026
28 Giugno 2026
spot_img

Fondi UE in Calabria, Tridico e Bruno all’attacco: “La realtà dei dati smaschera la propaganda social”

Il consigliere regiomnale e l'eurodeputato bocciano la gestione finanziaria della Regione dopo il Comitato di Sorveglianza: "Spesa ferma all'undici per cento, rischio disimpegno per milioni di euro"

spot_img

La gestione dei fondi comunitari in Calabria finisce nuovamente al centro di una durissima polemica politica, che mette sotto accusa il divario tra la narrazione istituzionale e lo stato reale dei progetti. All’indomani della riunione del Comitato di Sorveglianza sul PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027, il consigliere regionale Enzo Bruno e l’europarlamentare Pasquale Tridico hanno diffuso un intervento congiunto per evidenziare le gravi criticità strutturali nell’utilizzo delle risorse europee.
“Siamo amareggiati nel dover intervenire ancora una volta per segnalare le problematiche della Calabria” chiariscono subito i due esponenti politici. “A distanza di interi cicli di programmazione, e considerato che l’ultimo è stato programmato e gestito dallo stesso centrodestra, oggi torniamo a farlo, e non vorremmo doverlo fare, per denunciare che i fondi europei si stanno usando male”.

L’analisi dei numeri e il pericolo di perdere le risorse

Secondo i rappresentanti della minoranza, i documenti contabili ufficiali smentiscono i trionfalistici annunci diffusi sulle piattaforme web da parte del vertice della giunta regionale.
“Dai reel di Occhiuto alla cruda realtà dei numeri” evidenziano Bruno e Tridico, richiamando anche le analisi recentemente espresse dalle sigle sindacali sul territorio. “Le parole della Cisl Calabria fotografano il fallimento di questa maggioranza di centrodestra: mentre il presidente è impegnato a confezionare slogan e contenuti social, il Comitato di Sorveglianza certifica una drammatica verità, e cioè che la Calabria è in grave ritardo sulla spesa dei fondi europei”.
La nota esamina nel dettaglio le cifre del programma complessivo, che si aggira intorno ai tre miliardi di euro, svelando quello che viene definito un meccanismo di comunicazione alterato. “I 492 milioni sbandierati come spesa, carte ufficiali del Comitato di Sorveglianza alla mano, comprendono in realtà 253 milioni di semplici prefinanziamenti europei, cioè anticipi che Bruxelles versa a prescindere dai progetti realizzati. La spesa davvero certificata è ferma a 327 milioni, appena l’11% della dotazione, ben sotto la media nazionale; i pagamenti effettivi ai beneficiari si fermano al 12%”.
La minaccia più imminente è rappresentata dalla scadenza dei termini per la rendicontazione, oltre la quale scatterebbe il taglio automatico dei finanziamenti. “Entro il 31 dicembre 2026 vanno certificati altri 273 milioni: se non si corre, scatta il disimpegno automatico e la Calabria perde quei fondi. Dobbiamo scongiurare il disimpegno a ogni costo: sarebbe una sconfitta storica per i calabresi perdere risorse europee per pura incapacità di spenderle. Sono centinaia di milioni fermi, mentre la regione muore di sanità al collasso e di aree interne dimenticate. Questa è la fotografia di chi ha governato a colpi di reel invece che con i fatti”.

Amministrazione in blocco e frammentazione dei contributi

La requisitoria si estende alla macchina burocratica dei dipartimenti della Cittadella, descritta come paralizzata da continui passaggi riorganizzativi che avrebbero generato solo disorientamento tra il personale e gli enti locali.
“Sui fondi europei Occhiuto è un disastro” sentenziano i due esponenti del centrosinistra. “La Regione è ferma: passate le elezioni, si continua con gli annunci e senza risultati. La spesa europea è in forte sofferenza, i dipartimenti regionali sono allo sbando, completamente bloccati da riorganizzazioni che stanno producendo soltanto confusione. Sul piano manageriale è l’ennesimo fallimento, mentre i dati ufficiali dell’ultimo Comitato di Sorveglianza confermano quanto da noi denunciato in campagna elettorale in termini di scarsa performance sui fondi comunitari”.
Viene inoltre censurata la tendenza a suddividere i budget in micro-finanziamenti, una strategia giudicata improduttiva sul piano dello sviluppo e utile solo a fini di consenso elettorale. “Si supportino realmente i Comuni nella progettazione europea, invece di lasciarli soli. Le risorse vengono frammentate in mille rivoli, spesso in interventi da poco più di 100.000 euro: una mancetta vergognosa, quasi un’elemosina per gli enti. Così non si cambia il volto della Calabria, si alimenta soltanto il consenso. Basta con questa politica delle clientele politiche: i fondi europei sono dei calabresi, non un bancomat per la propaganda”.

Il piano in quattro punti condiviso con il sindacato

Per invertire la rotta, la nota congiunta rilancia quattro proposte concrete che ricalcano le priorità espresse dal segretario generale della Cisl calabrese, Giuseppe Lavia.
“Nel merito chiediamo da tempo le cose che oggi conferma la Cisl. Non ci limitiamo a denunciare: nel merito le nostre proposte sono chiare e sul tavolo da tempo, e sono le stesse indicate oggi dal segretario generale della Cisl Calabria Giuseppe Lavia” precisano Bruno e Tridico.
La piattaforma programmatica prevede il superamento della parcellizzazione dei fondi a favore di grandi investimenti focalizzati sulle aree industriali. Al secondo punto si chiede il contrasto all’isolamento dei territori montani e periferici ripristinando le risorse per i collegamenti stradali, eliminate nell’ultima rimodulazione ma ritenute essenziali. Segue la richiesta di rifinanziare subito la misura “Impresa Sicura” per garantire la tutela sui luoghi di lavoro e, infine, la necessità di inserire meccanismi di premialità nei bandi pubblici per incentivare la permanenza delle nuove generazioni in Calabria.

Progetti a zero e la richiesta di un cambio di passo

Forte scetticismo viene espresso anche sui capitoli di spesa che la governance regionale dichiara di voler potenziare, come la rete idrica e l’edilizia sociale, dove l’avanzamento reale risulterebbe nullo.
“Sulla revisione di medio termine, al netto delle somme che il centrodestra ha scelto di dirottare sul riarmo, e che continuiamo a giudicare uno schiaffo a una terra con le strade che franano e i rubinetti a secco, la scelta di puntare sull’idrico sarebbe giusta” annotano l’eurodeputato e il consigliere regionale. “Peccato che, a oggi, sui 147 milioni della resilienza idrica non risulti impegnato né speso un solo euro: l’ennesimo annuncio senza fatti. E restano forti le nostre perplessità su come si stanno indirizzando le risorse del social housing, anch’esse ferme a quota zero, che rischiano di finire a chi ha già i mezzi anziché servire davvero a rivitalizzare i borghi e i paesi che si stanno svuotando. Quando un sindacato autorevole come la Cisl dice le same cose dell’opposizione, forse il problema non è chi critica, ma chi governa”.
La critica investe complessivamente lo stile di governo regionale, richiamando anche i recenti pronunciamenti della magistratura contabile sulla gestione della sanità.
“Il nostro è un appello a Occhiuto: meno reel e più umiltà, serietà e capacità” ribadiscono in conclusione Enzo Bruno e Pasquale Tridico. “Lo abbiamo già visto sul bollo auto, una nostra proposta che il presidente ha fatto sua: oggi farebbe bene a seguire i consigli e le proposte della minoranza anche sui fondi europei. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo, ma servono ascolto e umiltà, qualità che a questa maggioranza mancano. I calabresi non si accontentano dei like: vogliono una sanità che funzioni, aree interne collegate e fondi europei spesi bene e nei tempi. La Calabria è stanca della politica degli annunci, ha bisogno al contrario di interventi di qualità e di risultati concreti per il lavoro, le imprese e i territori”.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img