5 Ottobre 2026
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Giovani prima delle pensioni, diritti senza tabù: Occhiuto detta la sua agenda al centrodestra

Il presidente della Calabria firma sul Foglio un decalogo per la coalizione: sgravi agli under 35, concorrenza e immigrazione regolare. A Forza Italia chiede di aprire le porte e ai partiti di interrompere la successione per cooptazione

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Vannacci ha capito che in Italia esiste uno spazio per una destra radicale e lo ha occupato. Roberto Occhiuto glielo riconosce, ma invita il centrodestra a evitare la rincorsa. “Pensare che l’unico modo per rispondergli sia diventare come lui sarebbe un errore diverso, più grave”. Il presidente della Calabria e vicesegretario di Forza Italia affida al Foglio di oggi un decalogo che ha l’ambizione di riportare la coalizione alla sua origine liberale. E lo fa entrando anche negli argomenti più controversi: diritti civili, fine vita, pensioni, immigrazione e selezione dei gruppi dirigenti.

L’intervento, firmato dallo stesso Occhiuto, accompagna l’uscita del suo libro Il coraggio di governare. Idee liberali, la forza di realizzarle, pubblicato da Piemme. È una proposta politica rivolta agli alleati e al suo partito, al quale chiede di cercare consensi fuori dal perimetro abituale e di accogliere persone nuove.

Vannacci e il rischio di inseguirlo

“Roberto Vannacci ha avuto un’intuizione politica che sarebbe sciocco non riconoscere: ha visto uno spazio e lo ha occupato”, scrive Occhiuto. L’ex generale, osserva, ha costruito un’offerta attorno a una domanda di destra estrema, radicale e sovranista.

Per il governatore, tuttavia, il centrodestra nato con Silvio Berlusconi deve interrogarsi sul proprio futuro senza lasciarsi condizionare da ciò che accade alla sua destra. Il giudizio su Giorgia Meloni resta favorevole — la definisce “bravissima” — ma è netta la contrarietà a spostare la coalizione sulle posizioni di Vannacci.

“Se il centrodestra discuterà soltanto di come fermare Vannacci, di come imitarlo, di come inglobarlo, di come sottrargli un punto percentuale, avrà già perso qualcosa di più importante dei voti: avrà perso l’agenda”.

Occhiuto rivendica una diversa appartenenza: liberale, popolare, europeista e atlantica. “Credo in una destra che considera l’Unione europea non un nemico dal quale liberarsi ma uno strumento da cambiare e rafforzare. Che considera la Nato una scelta strategica, non un impaccio. Che non ha ambiguità sulla Russia”.

L’Europa, aggiunge, va criticata quando interviene su ogni dettaglio e decide troppo lentamente sulle grandi questioni. Chiede quindi maggiore integrazione su difesa, immigrazione, energia e innovazione, insieme a meno burocrazia nelle materie che possono essere gestite da Stati, Regioni, imprese e cittadini.

L’apertura sui diritti civili e sul fine vita

Occhiuto sollecita il centrodestra a occuparsi delle libertà personali con la stessa convinzione con cui difende quelle economiche. Affetti, sessualità e scelte individuali devono trovare spazio nella proposta di una forza liberale.

“Per troppo tempo abbiamo abdicato alla sinistra temi dei quali oggi i ragazzi parlano con naturalezza e che vorrebbero fossero nelle agende di ogni forza politica. I diritti civili non possono più essere un tabù per un centrodestra moderno e di governo”.

Sul fine vita la richiesta è rivolta al Parlamento: “Il legislatore deve avere il coraggio di intervenire, costruendo regole chiare e rigorose, consenso informato, verifiche mediche, tempi e garanzie particolarmente stringenti per le persone fragili”.

Il presidente della Calabria sostiene che affrontare questi argomenti sia coerente con una cultura liberale che mette la persona al centro. Una posizione destinata al confronto con le diverse sensibilità presenti nella coalizione.

Gli under 35 prima delle nuove pensioni anticipate

Alle politiche per i giovani Occhiuto assegna la precedenza rispetto a ulteriori interventi per anticipare l’uscita dal lavoro. Le risorse pubbliche, ricorda, impongono delle scelte: finanziare una misura significa rinunciare a un’altra.

“Il grande problema italiano non è soltanto che nascono pochi giovani. È che quelli che abbiamo li paghiamo poco, li valorizziamo tardi e spesso li spingiamo ad andarsene”.

Da qui la proposta di una no tax area per gli under 35, pensata per aumentare il reddito da lavoro: “Non un bonus, non un assegno, ma una scelta che renda il lavoro più conveniente e immediatamente visibile in busta paga”.

Il governatore chiede anche di rendere più conveniente assumere un giovane, aiutarlo a trovare casa e consentirgli di costruire un’impresa. Contesta un sistema che premia soprattutto l’anzianità e propone retribuzioni migliori per chi porta competenze e valore, tanto nel pubblico quanto nel privato.

Immigrazione: rimpatri e lavoratori per le imprese

Sull’immigrazione Occhiuto distingue tra ingressi regolari e irregolari. Per chi non ha diritto di restare chiede rimpatri più veloci; per chi delinque e non ha titolo a rimanere, l’allontanamento. Indica la necessità di contrastare i trafficanti, presidiare le frontiere e rafforzare gli accordi con i Paesi d’origine. Ricorda però che i rimpatri dipendono anche dalla disponibilità di quegli Stati a riaccogliere i propri cittadini.

“Meno clandestinità, più legalità. Meno sbarchi irregolari, più lavoratori che arrivano attraverso canali ordinati perché le nostre imprese ne hanno bisogno”.

Richiama la programmazione del governo Meloni di quasi 500mila ingressi per lavoro nel triennio 2026-2028 e la considera coerente con le esigenze produttive del Paese. Per la gestione delle frontiere e i rapporti con i Paesi di provenienza chiede un maggiore impegno europeo.

“Pensare che l’Italia possa governare da sola un fenomeno continentale significa condannarsi all’impotenza”, scrive.

La battaglia sugli Ncc e le leggi per i cittadini

Nel capitolo sulla concorrenza entra l’esperienza calabrese. Occhiuto rivendica la battaglia per l’apertura del mercato degli Ncc, arrivata fino alla Corte costituzionale, e ricorda che la Regione ha ottenuto ragione contro un governo nazionale della sua stessa parte politica.

Ne ricava un criterio per le riforme. Sui taxi bisogna considerare anche chi aspetta una vettura; nella sanità viene prima il paziente in attesa di una visita; sul lavoro occorre tenere conto di chi cerca di entrare, oltre che di chi è già tutelato.

“Le categorie vanno ascoltate. Ma le leggi vanno scritte per i cittadini”.

Alle imprese, invece, servono autorizzazioni rapide, infrastrutture adeguate, energia competitiva e regole certe. “La stabilità del governo è un valore. La serietà dei conti pubblici è un valore. Ma per rendere l’Italia attrattiva non basta essere stabili: bisogna anche creare occasioni”.

Forza Italia e la critica ai gruppi dirigenti

A Forza Italia Occhiuto assegna il compito di avvicinare chi oggi non si riconosce nell’offerta politica: liberali, riformisti, cattolici popolari, imprenditori, professionisti e giovani.

“Forza Italia dovrebbe tornare alla propria vocazione originaria: aprire. Coinvolgere. Far entrare persone che non hanno trascorso vent’anni nei corridoi dei partiti”.

Il partito dovrebbe cercare energie nel mondo civico, nelle università, nelle professioni e nell’impresa. E allargare la coalizione, anziché limitarsi a contendere agli alleati gli elettori già presenti.

Occhiuto chiede inoltre competizione interna, confronto tra leadership e possibilità per persone nuove di emergere. La critica alla cooptazione è esplicita: “Le classi dirigenti scelgono le classi dirigenti che verranno dopo, che a loro volta scelgono quelle successive. Alla fine cambia tutto fuori e resta tutto uguale dentro. Un movimento liberale dovrebbe avere il coraggio di rompere questo meccanismo”.

Il decalogo termina tornando al futuro del centrodestra. “Una coalizione può anche vincere mettendo insieme tutto e il contrario di tutto. Ma il giorno dopo deve governare”. Per Occhiuto è su quella capacità, oltre che sul risultato elettorale, che gli alleati dovranno trovare un’intesa.

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