14 Settembre 2026
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I “saggi” non salvano il centrosinistra calabrese: troppe correnti, zero coraggio

Riunioni, diagnosi severe e ambizioni mascherate non bastano a rendere competitivo il campo progressista. In Calabria il problema non è la mancanza di analisi, ma l’assenza di scelte nette

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Non saranno  i saggi a rendere il centrosinistra calabrese più competitivo, malgrado la generosità profusa, sebbene non proprio disinteressatamente. Niente di innovativo è infatti emerso dalla riunione di loieriani e vetero riformisti tenutasi giorni fa nel lametino e anticipata da Calabria 7.

Diagnosi e cura (che non è adeguata)

Le diagnosi, specie se severe, devono essere seguite da terapie altrettanto rigorose.  Nel caso del centrosinistra nostrano, la cura non può certo essere costituita dalla  proliferazione di correnti di aria trita e ritrita o peggio dalla nascita di associazioni con lo scopo più o meno occulto di costruire qualche candidatura all’esterno del Pd per proporla in posizione utile nelle liste per la camera e il senato dello stesso Partito Democratico.  Sarebbe molto più coerente fondare nuovi partiti o movimenti, anziché correntucole dal fiato corto.

La strada dell’alta consulenza

C’è un’area moderata da rafforzare o addirittura da costruire ? Bene, si metta in pista una formazione che persegua questo intendimento invece di indebolire ulteriormente il Pd. È giusto muovere le acque dello stagno, ma per ossigenarlo però, non per affollarlo di ambizioni.  Ce ne sono già tante e non tutte legittime. Se c’è un esercizio benefico che i saggi potrebbero compiere a vantaggio del centrosinistra, quello è l’alta consulenza.  Chi ha ricoperto ruoli di grande responsabilità politica e amministrativa dovrebbe nutrire l’attuale opposizione in consiglio regionale di spunti, di trucchi del mestiere, di storia, di tutto ciò che in buona sostanza può aiutare i giovani consiglieri della minoranza di Palazzo Campanella ad essere più incisivi. Perchè il centrosinistra calabrese tornerà forte quando la qualità della sua opposizione diventerà una costante spina nel fianco dei padroni del vapore. Quando, ad esempio, si chiederà coralmente a Filomena Greco di lasciare al medico Ferdinando Laghi la postazione all’interno della commissione sanità, spiegandole che in politica esiste il senso della opportunità al quale bisogna portare rispetto. Ma anche quando il raccordo tra autonomie locali (sindaci) e parlamentino calabrese sarà pienamente realizzato.

Giocare alla luce del sole

Se si vuole, dunque, ridare smalto alla coalizione di centrosinistra, bisogna giocare alla luce del sole, con proposte che facciano realmente discutere, e che siano possibilmente più forti del sospetto che si voglia cavalcare la crisi dem per un pugno di seggi.

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