Gianluca Callipo, ex sindaco di Pizzo, arrestato nel 2019 nell’ambito della maxi-operazione Rinascita Scott, ha passato sei mesi in carcere per poi essere assolto in primo grado. La Procura ha recentemente rinunciato all’appello: ieri, la sua assoluzione è diventata definitiva. Un incubo giudiziario che pone ancora una volta il tema della custodia cautelare e della sua applicazione in Italia. Come evitare che innocenti finiscano in carcere senza indebolire la lotta alla criminalità organizzata? E come funziona la carcerazione preventiva in altri paesi? Da qui rifletto su possibili riforme per una giustizia equa ed efficace.
Il carcere prima del processo: un problema nazionale
La carcerazione preventiva in Italia è un tema scottante. I dati del Ministero della Giustizia mostrano un margine di errore significativo. Le conseguenze della detenzione preventiva sono devastanti. La custodia cautelare, in teoria, dovrebbe essere un’eccezione, riservata ai rari casi di pericolo di fuga, di inquinamento delle prove, ovvero di concreta prognosi di reiterazione delittuosa.
Come funziona negli altri paesi?
L’Italia non è l’unico paese a fronteggiare questo problema, ma le differenze con gli altri sistemi europei sono evidenti. In Francia la custodia cautelare può essere disposta solo con prove forti e un tribunale collegiale la conferma entro 96 ore; in Germania i giudici devono riesaminare periodicamente la misura e la custodia cautelare è limitata a pochi mesi; nel Regno Unito l’uso del carcere preventivo è molto limitato, con cauzioni concesse nella maggior parte dei casi. In Italia, invece, la custodia cautelare può durare anni, complice la lentezza della giustizia. Il rischio di incarcerare innocenti è altissimo.
Le riforme necessarie: le proposte sul tavolo
Per garantire una giustizia più equa senza indebolire la lotta ai crimini organizzati, servono riforme strutturali. Oggi la magistratura può disporre carcerazione anche in assenza di un reale pericolo. La regola dovrebbe diventare più stringente: carcere preventivo solo in casi estremi e con criteri di valutazione ancorati a solide dimostrazioni; maggiore vaglio del gip, che deve motivare più dettagliatamente la necessità della misura; esclusione della custodia cautelare per reati meno gravi.
C’è poi un’altra esigenza insopprimibile: ridurre la durata massima della custodia cautelare. Oggi può protrarsi per anni. Serve un limite chiaro: che non tradisca ciò che urge come difesa sociale: monitoraggio trimestrale obbligatorio della misura da parte del gip; processi più rapidi, con corsie preferenziali per i detenuti in attesa di giudizio. Tutto passa attraverso una vera e propria riforma delle indagini preliminari. Sul tavolo ci sono diverse proposte: stop agli arresti di massa senza una valutazione individuale più approfondita; verifica più stringente delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia; riaffermazioni di griglie a maglie strette di valutazione; indicazioni precise sulle modalità di utilizzo dei risultati intercettivi.
I soldi delle mafie per finanziare una vera riforma
Ma l’efficienza diviene il volano di attuazione. Più giudici, più organico, più investimenti consentono una seria riforma della giustizia. Il potere politico ne ha responsabilità. Solo così possono davvero rendere più rapidi i processi. Il vero problema è, infatti, la lentezza della giustizia. La Calabria, ad esempio, ha una carenza cronica di magistrati. E i soldi per arrivare a una riforma vera ed efficace, che superi le chiacchiere della politica e la pura propaganda, potrebbero arrivare dagli ingenti sequestri effettuati ai danni delle varie consorterie criminali in tutta Italia. Una cifra enorme che nel solo 2024 ha superato oltre un miliardo di euro.
Paradossalmente, dalla lotta alla ‘ndrangheta potrebbe arrivare la soluzione concreta per equilibrare il sistema, finanziando l’assunzione di più giudici e personale necessario a ridurre i tempi del processo e creando un gip collegiale per la custodia cautelare, come nel caso del Tribunale del Riesame, garantendo un controllo più rigoroso.









