3 Agosto 2026
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“Lamezia è stata svilita, la Regione l’ha messa ai margini”: Muraca accusa Sacal e chiede il rilancio dello scalo

L’ex vicepresidente di Sacal e dirigente regionale del Pd attacca la gestione degli ultimi anni: “Ignorato il ruolo strategico riconosciuto dallo Stato”. Poi l’appello al nuovo Cda: “Ora basta propaganda, serve un piano ambizioso per riportare Lamezia al centro del sistema aeroportuale calabrese"

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Pochi giorni dopo la conferenza stampa del PD sul nuovo Cda di Sacal, ho incontrato l’avvocato Luigi Muraca. Dirigente regionale del Partito Democratico, Muraca è uno dei massimi esperti calabresi in materia aeroportuale per il ruolo che ha ricoperto in Sacal e per formazione, con studi e master specifici in un settore di cui spesso si parla a sproposito.

Avvocato Muraca, il PD ha voluto chiarire la sua posizione sul nuovo board Sacal, ce la riassume?

“Il PD ha avvertito l’esigenza di precisare che in questi anni l’aeroporto di Lamezia, nell’atteggiamento del maggiore azionista che è la Regione, nelle azioni amministrative e nella comunicazione di Sacal è stato tenuto ai margini, svalorizzato. La sua importanza è stata svilita, nonostante fosse sancita da una norma.”

Quale norma?


“Il DPR n.201/2015 ha inserito Lamezia tra i 12 scali strategici del Paese per ragioni di mercato e di efficienza. Non ci sono state camarille, trattative o bilanciamenti politici. Tale scelta, sancita in sede tecnica dal Piano degli Aeroporti, ha generato obblighi innegabili, che mi pare siano stati disattesi clamorosamente.”

In tutto questo come valuta la postura del governatore?

“Mi meraviglio molto perché il presidente Occhiuto ha sempre sostenuto, condivisibilmente, che i fattori che qualificano la Calabria andassero enfatizzati, esaltati. E quale punto di forza avrebbe potuto essere meglio evidenziato di una scelta che include un aeroporto calabrese tra i 12 scali strategici e, quindi, rimuove l’idea dell’incoercibile ventesimo posto in Italia? Giustamente Roberto Occhiuto vuole rimuovere dalla narrazione della Calabria le notizie da carmina funeraria di cui facciamo fatica a liberarci, pertanto sarebbe stato agevole rimarcare il ruolo di Lamezia, visto che dai 12 scali strategici sono stati esclusi aeroporti del calibro di Genova, Trieste, Verona, Bergamo, Ancona, Pescara, Perugia e mi fermo qui.”

Avrebbe voluto una mossa più ambiziosa per Lamezia?

“Quando parlo di Roberto Occhiuto mi fa necessariamente velo l’affetto, lo riconosco. In tanti mi rimproverano che con i suoi predecessori sono stato durissimo su Sacal, ma invero ho sperato che in questi anni la Regione avesse un guizzo per Lamezia. Per esempio lanciasse la candidatura dello scalo a quarto hub internazionale dopo Venezia, Milano e Roma, visto che al Sud, tra le altre cose, nel Piano degli Aeroporti, manca l’hub internazionale. Escludendo Bari e Napoli troppo vicine a Roma, magari avremmo perso la battaglia contro gli scali di Catania o Palermo, ma non era questo il punto. L’occasione dei 12 si prestava mirabilmente alla sfida improba ed era un segnale di attenzione e di ambizione, come ce ne potevano essere altri.”

E invece cosa è successo?

“Non mi sarei aspettato una Regione arrendevole su Lamezia e ripiegata, in ogni espressione comunicativa e in ogni uscita pubblica su TV e social, sull’aeroporto reggino, che ha anche goduto dell’investimento prioritario, la nuova aerostazione, monitorata e propagandata quotidianamente. Mentre a Lamezia si vivacchia in un tendone, grati alla Carfagna e in attesa di CIS Volare.”

E della nomina dell’ex amministratore unico Franchini ad assessore a Reggio che lettura dà?

“Oggi scopriamo, con la nomina di Franchini al Comune di Reggio Calabria, che la gestione di Sacal è stata pesantemente condizionata da obiettivi politico-elettorali nella città dello Stretto, che doveva essere conquistata a tutti i costi. Con una certa tracotanza, che ha incontrato l’accidia dei Comuni fondatori e degli esponenti del partito di Occhiuto dell’area centrale della Calabria, si è affermata la primazia dello scalo Reggio. Ignorando, peraltro, che Consaer nel 1965 e Sacal nel 1990 sono nate a Lamezia e per lo scalo lametino, con il Comune di Lamezia primo azionista e con altri soci fondatori come il Comune di Catanzaro, la Provincia di Catanzaro, la Camera di Commercio di Catanzaro e la Provincia di Cosenza. Sì, anche la Provincia di Cosenza, in quanto Lamezia è stato uno scalo riconosciuto regionale prima del DPR n.201/2015 da due politici cosentini. Questo Occhiuto certamente lo sa e dovrebbe mantenere quel respiro e non perdere tempo con l’aeroporto di Scalea, roba per populisti, tra i quali lui, democristiano di tempra, non è annoverabile.”

Dove nasce secondo lei il problema?

“Naturalmente tutto è nato da un’improvvida privatizzazione di Sacal a cui la Regione ha posto giustamente rimedio. Purtroppo, il Comune di Lamezia è stato dapprima accondiscendente col privato e poi docile con la Regione, quando non ha preteso il mantenimento del ruolo nella compagine sociale ed è stato cedevole e ragionieristico negli aumenti di capitale, laddove si richiedeva altro approccio, molto più duro. I Comuni sono proprietari degli aeroporti, tranne in Toscana per disposizione del DPR 201/2015, che è stato, come vediamo, calpestato in tanti punti.”

E sul modello di governance?

“L’amministratore unico nella società a capitale pubblico è irrituale e anomalo, una scelta davvero inammissibile. Se poi si tratta di un amministratore come Franchini che rimane estraneo al territorio in cui insiste il sedime aeroportuale più importante, per arruffianarsi i politici reggini, non si confronta con nessuno, divide la platea degli operatori e dipendenti aeroportuali tra nemici e nemici, licenzia con disinvoltura e rispetta nella forma ma non nella dignità dei lavoratori i reintegri della Magistratura, esternalizza ogni attività senza chiare motivazioni, dai parcheggi alla security, dall’elaborazione delle buste paga alla direzione dei lavori, e un lametino deve entrare in Sacal da straniero, allora la frittata è fatta. Ma una brutta frittata. Così ho definito la scelta di nominare Franchini assessore a Reggio Calabria di spettacolare incoscienza, perché gli artefici e protagonisti ci comunicano, loro stessi, che si tratta di un adempimento di un’obbligazione politica, obbligazione scaturente dai tanti voli dirottati sullo scalo reggino.”

Oggi c’è un nuovo Cda. Cosa si aspetta?

“Oggi c’è Luciano Vigna che conosco da molti anni. È persona capace, come Angelo Ferraro nominato dal Comune di Lamezia, imprenditore esperto. E ci attendiamo il rilancio dell’aeroporto di Lamezia in grande stile, a partire dalla nuova aerostazione e dal ruolo di primo piano dello scalo nel nuovo Piano degli Aeroporti dopo l’opera di demolizione di questi anni. Anche perché, se dovesse uscire Lamezia dai 12 scali strategici, sarebbe una sconfitta politica irreversibile per la Regione e non entrerebbe certo un altro scalo calabrese, che difficilmente sarebbe anteposto a Genova o a Trieste. Oggi in politica, come ci ha ricordato il Presidente Mattarella, prevale il fenomeno di una sorta di rifiuto sdegnato di ascoltare le opinioni altrui. Io ho offerto la mia cercando di aiutare chi governa. Spero di poter dire di non ricevere un rifiuto sdegnato a qualche modesto suggerimento e confido che venga superata questa lunga fase di anestesia della percezione.”

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