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1 Febbraio 2026
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Lamezia Terme, Comune al bivio. Il Pd avverte: “Solo 27 giorni per evitare il default istituzionale”

L'amministrazione Murone è paralizzata dai veti incrociati del centrodestra e dalle dimissioni in serie nei settori chiave. Il Partito Democratico denuncia il sequestro politico della città

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“Ventisette giorni. È questo il tempo che separa Lamezia Terme dal baratro del commissariamento. Senza l’approvazione del bilancio entro la scadenza normativa, Sindaco e consiglieri torneranno a casa d’ufficio. Eppure, nonostante il “consenso stratosferico” incassato solo sei mesi fa, il centrodestra locale appare oggi incapace di garantire persino l’ordinaria amministrazione”. Il Partito Democratico lametino rompe il silenzio e denuncia uno stallo che definisce oltre i confini della decenza istituzionale.

Il deserto delle deleghe e il fallimento del rimpasto

“La crisi dell’esecutivo Murone non è più un’indiscrezione da corridoio, ma una realtà certificata dai vuoti in organico. Il Comune ha perso i suoi due pilastri strategici: Bilancio e Opere Pubbliche. Le dimissioni degli assessori Bifano e De Sensi hanno svuotato il cuore operativo dell’ente”. Dietro i “motivi personali” invocati ufficialmente, il PD scorge una scelta politica netta: l’impossibilità di operare in una giunta paralizzata dai conflitti.

A questo si aggiunge l’indebolimento dell’assessore Paradiso, costretto a rimettere la delega alla Polizia Municipale per una “opportunità forzata”. In un settore così delicato, la città resta priva di una guida solida, appesantita da un’immagine istituzionale ormai offuscata.

Lamezia ostaggio di Cosenza e Reggio

“Il paradosso più grave riguarda la sovranità amministrativa. Le caselle vacanti restano scoperte perché l’amministrazione Murone non è più padrona del proprio destino. Le nomine giacciono bloccate dai veti dei dirigenti provinciali e regionali del centrodestra”. Il PD punta il dito contro i “tavoli catanzaresi o reggini” dove si deciderebbe il futuro dei lametini, sacrificando la comunità sull’altare di equilibri di potere estranei. Il Sindaco, secondo l’opposizione, deve prendere atto che senza autonomia la sua esperienza politica è già al capolinea.

Il governo delle stanze chiuse

Mentre il cronometro corre verso la sessione di bilancio, manca qualsiasi forma di confronto con le forze politiche, i sindacati e le associazioni di categoria. Non esiste traccia dello schema di giunta nelle commissioni. “Si governa nel segreto delle stanze”, accusa il Partito Democratico, mentre la criticità finanziaria dell’ente imporrebbe la massima trasparenza.

L’appello finale al primo cittadino è un ultimatum: “Sindaco, parli alla città. Esca dal silenzio e chiarisca se è ancora il Sindaco di Lamezia o se è diventato un semplice esecutore di ordini dei partiti regionali”. Se Murone non riuscirà a formare una squadra libera da veti esterni, l’unica via d’uscita dignitosa resterà l’ammissione del fallimento per liberare Lamezia da una “crisi permanente”.

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