La seduta del Consiglio regionale prevista per domani sarebbe rimasta una delle tante, se non fosse per l’ordine del giorno aggiuntivo che sancisce ufficialmente la presa d’atto delle dimissioni di Pasquale Tridico. L’ex presidente dell’Inps, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione poi sconfitto da Roberto Occhiuto, aveva già manifestato l’intenzione di optare per il seggio europeo. La formalizzazione dell’addio, però, incide sulla composizione dell’aula di Palazzo Campanella e apre una nuova fase per l’opposizione.
Le dimissioni di Tridico e il nuovo assetto della minoranza
La scelta di Tridico non arriva inattesa. La sua opzione per il Parlamento europeo era considerata probabile sin dal giorno del voto, tanto che lo stesso economista aveva avviato, nei giorni scorsi, la costituzione di un intergruppo della minoranza per coordinare il fronte contro il governo regionale guidato dal centrodestra. L’uscita di scena modifica le gerarchie.
Il Partito Democratico rimane il gruppo più numeroso e baricentrico dell’opposizione, mentre il Movimento 5 Stelle guadagna una nuova rappresentanza con l’ingresso dell’ex parlamentare Elisabetta Barbuto, subentrata formalmente al posto di Tridico. Il M5S conta così due consiglieri, lo stesso numero del gruppo Tridico Presidente, accanto ai monogruppi Casa Riformista e Democratici Progressisti. Un mosaico variegato, in cui convivono sensibilità politiche articolate e non sempre allineate.
Resta inoltre aperta la tensione interna al Pd, con la posizione di Giuseppe Falcomatà in evidente contrasto rispetto ai vertici regionali e provinciali. Anche per questo, la questione della leadership dell’opposizione continua a essere sospesa, come già accaduto nelle ultime legislature. La richiesta unitaria dei gruppi di minoranza al governo nazionale di impugnare la recente modifica regionale sulla normativa referendaria non cancella le differenze di prospettiva che persistono tra le varie componenti.
La maggioranza e il prossimo banco di prova
Sul fronte opposto, la coalizione di centrodestra guidata da Occhiuto si presenta compatta nei numeri, come dimostrato nell’ultima seduta consiliare. Anche qui non mancano però dinamiche interne legate alla distribuzione degli incarichi istituzionali. L’ordine del giorno di domani include l’assestamento di bilancio da 79 milioni, anticipato nei contenuti nei giorni scorsi, insieme alla variazione di bilancio del Consiglio regionale e a un provvedimento dedicato alla valorizzazione del patrimonio olivicolo calabrese.
La votazione di questi atti scivolerà con ogni probabilità senza contraccolpi. Ma, superato questo passaggio, la maggioranza dovrà aprire il capitolo più delicato: la definizione delle presidenze delle Commissioni consiliari. Secondo fonti interne alla coalizione, il gruppo Forza Italia–Occhiuto Presidente è destinato a ottenere il ruolo più rilevante, mentre Fratelli d’Italia avrebbe già rivendicato due presidenze, generando tensioni con gli alleati.
È in questo contesto che la seduta di domani assume un valore simbolico, destinato a misurare la tenuta dei due schieramenti dopo l’uscita di scena di Tridico e alla vigilia delle nuove nomine.









