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3 Aprile 2026
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Maierato, la frana infinita e il milione restituito allo Stato. L’ex sindaco: “I soldi c’erano ma non sono stati spesi”

Un finanziamento revocato, opere mai completate e uno studio ignorato. La frana del 2010 resta il simbolo di un dissesto affrontato solo in emergenza. Calabria7 ricostruisce i fatti con Danilo Silvaggio.

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Il 15 febbraio 2010 Maierato viene travolta da una frana devastante. Un’intera comunità costretta a evacuare, una viabilità interna spezzata, la paura di non poter più tornare a casa. “Quel giorno non se lo dimentica nessuno“, ricorda Silvaggio. “È stato uno spartiacque nella storia del paese. Ma il vero dramma è che da allora si è vissuto per anni in una condizione di emergenza permanente, senza mai arrivare a una soluzione definitiva“.

Il finanziamento revocato: 1,46 milioni di euro persi

Quando Silvaggio diventa sindaco nel 2016, la frana è ancora una ferita aperta. E dopo pochi mesi arriva la notizia che segna il suo mandato. “Dopo appena due o tre mesi dal nostro insediamento arrivò quello che io chiamo senza mezzi termini una doccia fredda”, racconta. “La Regione ci notificò un decreto di revoca di 1.460.000 euro destinati alla messa in sicurezza dell’area della frana”.

Il motivo è chiaro e scritto negli atti. “La revoca avvenne per inerzia del Comune, perché negli anni precedenti non era stata presentata una progettazione adeguata”, spiega l’ex sindaco. “Ed è giusto dirlo con onestà: non sempre è lo Stato che non mette risorse. In questo caso le risorse c’erano, ma non sono state utilizzate”.

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Responsabilità locali e occasioni mancate

Un passaggio che Silvaggio sottolinea più volte, rivendicando la necessità di distinguere tra propaganda e fatti. “Lo Stato quei soldi li aveva messi a disposizione», insiste.
«Ma se un Comune non è in grado di trasformare un finanziamento in cantieri, allora quella è una responsabilità politica e amministrativa precisa”.

Secondo l’ex sindaco, non mancavano neppure le competenze tecniche. “Parliamo di tecnici di altissimo livello, professionisti come De Bernardinis, Inverco Lasso, il professore Versace. C’era un patrimonio di conoscenze che andava sfruttato e che invece è rimasto sulla carta“.

I lavori mai completati

Nel periodo immediatamente successivo alla frana del 2010 erano stati previsti interventi per circa 2 milioni di euro, in collaborazione tra Regione, Protezione Civile, Provincia e Comune. “Di quei lavori è stata realizzata solo una parte minimale», precisa Silvaggio. “Parliamo soprattutto di canalizzazioni delle acque e interventi provvisori, utili nell’immediato ma assolutamente insufficienti per una messa in sicurezza definitiva“.

Lo studio del CNR: una soluzione lasciata nei cassetti

Durante il suo mandato, nonostante la revoca del finanziamento principale, l’amministrazione Silvaggio riesce a ottenere 300 mila euro per uno studio scientifico approfondito. “Abbiamo lavorato con il CNR e con l’Università”, spiega.
“Abbiamo finanziato uno studio serio, rigoroso, concluso, che ha analizzato il territorio e definito il livello di rischio residuo“.

Lo studio, secondo l’ex sindaco, ha fornito anche un messaggio rassicurante. “Possiamo dire che i cittadini oggi possono stare relativamente tranquilli“, chiarisce.
“Ma attenzione: il rischio zero non esiste. Il dissesto idrogeologico riguarda tutto il territorio, non solo Maierato”.

Perché quello studio non viene utilizzato? La domanda resta sospesa e diventa politica. “Quel progetto è completo ed è nelle mani del Comune”, afferma Silvaggio. “Se oggi non viene utilizzato, se non si passa alla fase operativa, questo va chiesto all’attuale amministrazione”.

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PNRR: un’occasione sprecata

Altro punto critico è l’utilizzo delle risorse del PNRR. “Io non vedo un vero investimento sul dissesto idrogeologico”, attacca l’ex sindaco. “I fondi del PNRR sul territorio sono stati indirizzati verso altro, ma non verso le reali emergenze strutturali”. E aggiunge: “Con quelle risorse si poteva affrontare in modo serio e strutturale un problema che riguarda non solo Maierato, ma l’intero Vibonese”.

Un problema che riguarda tutta la Calabria

Secondo Silvaggio, il caso Maierato è emblematico. “Il 70% dei Comuni calabresi è a rischio idrogeologico”, ricorda. “Quello che succede a Niscemi, a Maierato, a Piscopio o a Stefanaconi è lo stesso copione che si ripete ovunque“. L’ex sindaco chiude con un messaggio diretto alle istituzioni. “Bisogna smettere di inseguire le emergenze”, conclude. “Serve sedersi con i tecnici, con il CNR, con chi conosce il territorio, e programmare interventi seri. La sicurezza non si annuncia, si costruisce“.

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