Donatella Amicarelli non è più assessore della giunta di centrodestra a guida Mario Murone.
Il sindaco della città di Lamezia Terme le ha appena revocato le deleghe.
Amicarelli, stimato avvocato, paga la sua appartenenza a Futuro Nazionale, il partito di cui è leader regionale il deputato Domenico Furgiuele, entrato in rotta di collisione con il presidente Occhiuto e il centrodestra a suo sostegno.
A nulla sono valse le trattative andate avanti fino alla tarda mattinata odierna.
Mario Murone, pur a malincuore, ha dovuto procedere alla estromissione di un assessore che comunque si stava ben distinguendo in ambiti abbastanza delicati come il verde pubblico, i parchi, l’ambiente, Sicurezza Ambientale, Agricoltura, Riqualificazione periferie, Manutenzione ordinaria, Randagismo.
Futuro Nazionale è dunque fuori dalla maggioranza di governo che amministra la quarta città della Calabria.
I tre motivi alla base della revoca
Tre i motivi alla base della revoca dell’assessore Donatella Amicarelli disposta dal sindaco Mario Murone:
1. La rottura irreversibile con la coalizione: le manifestazioni pubbliche del gruppo Futuro Nazionale – Vannacci su stampa e social esprimono, secondo il sindaco, una rottura irreversibile con il Governo nazionale e con i partiti della coalizione di centrodestra che governa anche Lamezia.
2. Incompatibilità di programma: il programma nazionale di Futuro Nazionale viene giudicato inconciliabile con l’azione di governo del centrodestra e con i valori della coalizione che sostiene il sindaco. Le espressioni inappropriate del gruppo hanno creato tensioni irreversibili.
3. Venuta meno del rapporto fiduciario: dopo aver comunicato la situazione all’assessore Amicarelli, passata a Futuro Nazionale a giugno, e ai capigruppo, senza ricevere risposta, e dopo nuove uscite giornalistiche del gruppo che rimarcavano la distanza, il contrasto è diventato insanabile. Per il sindaco è compromessa la coesione necessaria per attuare il programma di mandato.
La revoca con efficacia immediata
Nel decreto Murone precisa che la revoca non riguarda qualità personali o professionali dell’assessore e non ha natura sanzionatoria, ma si è resa necessaria con efficacia immediata per evitare la stasi dell’attività di governo.












